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RECENSIONE: Maciste in giardino (Guido Quarzo)




Autore: Guido Quarzo

Editore: Ancora, 2026

Pagine: 80

Genere: Narrativa italiana, Narrativa per ragazzi

Prezzo: € 10.00

Acquista: Libro



Trama

Un giorno nel giardino di Nico arriva una talpa, una talpa così grande che suo papà la chiama Maciste, come il protagonista di alcuni film ambientati ai tempi degli antichi romani. Per catturare un animale così, però, ci vuole una persona speciale. Allora a casa di Nico viene chiamato Gino Bandiera, anche lui un Maciste a suo modo perché è un gigante e come la talpa è mezzo cieco. Ma è anche un ex campione di pugilato, cosa che Nico è destinato a scoprire presto. Età di lettura: da 8 anni.


Recensione

Ci sono libri per ragazzi che riescono a intrattenere, altri che riescono a educare, e poi ci sono quei romanzi più rari che, pur nella loro apparente semplicità, sanno lasciare nel lettore una sensazione profonda, quasi difficile da spiegare. Maciste in giardino di Guido Quarzo appartiene sicuramente a quest’ultima categoria. È un libro breve, ma sorprendentemente intenso, capace di raccontare con leggerezza temi importanti come il coraggio, la memoria, la fragilità e il rapporto tra l’infanzia e il mondo degli adulti.


La storia prende avvio da un evento curioso e quasi comico: nel giardino di Nico compare una gigantesca talpa che devasta l’orto di famiglia. L’animale viene subito soprannominato “Maciste”, richiamando il celebre personaggio dei film mitologici italiani, simbolo di forza smisurata e quasi sovrumana. Attorno a questa presenza misteriosa si crea immediatamente un’atmosfera sospesa tra il reale e il fantastico, una dimensione narrativa in cui tutto sembra possibile.


Ma il vero cuore del romanzo non è tanto la talpa quanto l’arrivo di Gino Bandiera, ex pugile enorme e ormai anziano, chiamato per risolvere il problema. È uno di quei personaggi che restano impressi fin dalle prime pagine: massiccio, quasi cieco, silenzioso, con un passato importante alle spalle e un’aura da gigante malinconico. Nico lo guarda con l’ammirazione tipica dei bambini, quella capacità di trasformare un uomo comune in una figura leggendaria. E in effetti Quarzo costruisce il personaggio proprio così: a metà tra realtà e mito.


Uno degli aspetti più belli del libro è il rapporto che nasce lentamente tra Nico e Bandiera. Non si tratta della classica amicizia immediata e perfetta che spesso si incontra nei romanzi per ragazzi. Qui il legame cresce poco alla volta, attraverso dialoghi semplici, silenzi, racconti del passato e una reciproca curiosità. Nico vede in Bandiera un eroe autentico; Bandiera, invece, sembra ritrovare nel ragazzo uno sguardo sincero che forse gli mancava da tempo.


Attraverso il personaggio dell’ex pugile, Quarzo riflette anche sul significato della forza. Gino Bandiera è stato davvero un uomo fortissimo, un campione capace di affrontare avversari enormi sul ring, eppure il romanzo suggerisce continuamente che la forza fisica non basta a definire una persona. Dietro quell’aspetto imponente si nascondono stanchezza, paure, ricordi dolorosi e persino una certa fragilità. È proprio questo contrasto a rendere il personaggio così umano e credibile.


Molto affascinanti sono anche i racconti del passato di Bandiera, che introducono nel romanzo un tono quasi fiabesco e filosofico. In particolare, il momento in cui il pugile racconta l’incontro che lo ha spinto ad abbandonare il ring assume un valore simbolico fortissimo. Il libro, senza mai diventare pesante o complicato, parla infatti anche del limite umano, del confronto con la paura e del momento in cui ciascuno deve accettare di non essere invincibile.


La scrittura di Quarzo è probabilmente uno degli elementi più riusciti del romanzo. Lo stile è semplice, pulito, molto scorrevole, ma mai banale. Ogni frase sembra scelta con attenzione e riesce a evocare immagini vivissime: il giardino scavato dalla talpa, la casa di Nico, la figura enorme di Bandiera che si muove lentamente, le atmosfere quasi sospese delle conversazioni serali. È una lingua che riesce a parlare ai ragazzi senza semplificare troppo e che, proprio per questo, conquista anche i lettori adulti.


Nel libro c’è inoltre una continua oscillazione tra quotidianità e immaginazione. La talpa gigante potrebbe sembrare soltanto un elemento buffo, quasi surreale, ma in realtà rappresenta qualcosa di più: è il simbolo dell’irruzione dello straordinario nella vita normale. Nico vive in un mondo comune, fatto di orti, adulti e giornate tranquille, e improvvisamente tutto cambia grazie a questa presenza misteriosa. È il modo in cui i bambini guardano il mondo: ogni dettaglio può diventare epico, ogni adulto può trasformarsi in un eroe, ogni avventura può assumere dimensioni leggendarie.


Ed è forse proprio questo il tema più profondo del romanzo: lo sguardo dell’infanzia. Quarzo riesce a raccontare il modo in cui i bambini percepiscono gli adulti, ingigantendone le qualità, trasformandone le storie in miti personali. Ma allo stesso tempo mostra anche il momento in cui si comincia a capire che perfino gli eroi hanno debolezze, rimpianti e paure.


Pur essendo un libro relativamente breve, lascia moltissimo al lettore. Non punta sull’azione continua o sui colpi di scena, ma sulle atmosfere, sui personaggi e sulle emozioni sottili. È una lettura che procede con calma e che proprio per questo riesce a creare un forte coinvolgimento emotivo. Alla fine resta addosso una malinconia lieve, ma anche una sensazione di tenerezza e di meraviglia.


È un romanzo che può essere letto da ragazzi molto giovani, ma che probabilmente viene apprezzato ancora di più dagli adulti, capaci di coglierne tutte le sfumature nostalgiche e simboliche. Non è soltanto una storia su una talpa gigantesca o su un ex pugile: è una riflessione delicata sulla memoria, sull’infanzia, sulla fine dei miti e sulla capacità delle storie di rendere il mondo più grande e misterioso.


Consigliato a chi ama la narrativa per ragazzi intelligente e poetica, a insegnanti e genitori in cerca di letture ad alta voce di qualità, ma anche agli adulti che apprezzano i romanzi brevi capaci di unire ironia, malinconia e immaginazione.



Alcune note su Guido Quarzo

Guido Quarzo è molto amato da insegnanti e ragazzi e molto attivo negli incontri di lettura presso scuole e biblioteche. Con questo romanzo l’autore è stato finalista al Premio Strega Ragazze e Ragazzi 2017


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