RECENSIONE: Madre Terra (Chiara Marchelli)

Aggiornamento: 29 set




Autore: Chiara Marchelli

Editore: NN Editore, 2022

Pagine: 384

Genere: Narrativa italiana, Gialli

Prezzo: € 18.00 (cartaceo), € 8.99 (ebook)

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Trama

In una Volterra che si risveglia dopo mesi di silenzio, Mirela Dragan scompare. Rumena di origine rom, segnata da un trauma del passato, si era trasferita nella cittadina insieme al figlio Yanko, ragazzo inquieto e ribelle. Mazzino Taddei, il marito, rivela al luogotenente Maurizio Nardi che Mirela non è mai riuscita a integrarsi nella comunità: troppo affascinante, troppo fuori dagli schemi, troppo diversa. Così, quando il suo corpo viene ritrovato, ustionato e semisepolto, Nardi ha davanti a sé una serie di possibili colpevoli: lo stesso Taddei, un gruppo di devote fanatiche e perfino il parroco don Pasquale, uomo magnetico e intelligente, originario del Congo. Ma all'improvviso, un ragazzo amico di Yanko si suicida, imprimendo una svolta inquietante al corso delle indagini. Dopo Redenzione, Chiara Marchelli torna a raccontare gli aspetti più profondi della femminilità: il desiderio che rifiuta ogni imposizione, la fame di vivere senza controlli e senza ruoli. E insieme a Maurizio Nardi, uomo riflessivo e ferito dalla vita, porta alla luce le contraddizioni di una comunità fatta di persone ordinarie, dove il male è il pregiudizio che si fa legge e il bene è una scintilla d'amore, un fuoco da spegnere a tutti i costi.


Recensione

In queste pagine troviamo diversi temi: amore, senso del dovere, fedeltà, giudizio, superstizione, genitorialità, mancanza. Il tutto viene sapientemente dosato per creare una trama che cattura ad ogni pagina. Inoltre, la descrizione meticolosa di luoghi e tradizioni rende evidente come l’autrice abbia svolta una accurata ricerca sul folclore, sulle usanze e sulla mentalità Rom.


Il romanzo, nelle primissime pagine, regala al lettore un vero e proprio viaggio illusorio ma estremamente evocativo verso la Camargue. Più precisamente presso la città francese di Saintes-Maries-de-la-Mer dove il 24 maggio si celebra Santa Sara che viene venerata, come se fosse davvero una santa, dalla comunità rom.


In seguito la scrittrice valdostana ci porta a Volterra e anche qui ci fa scoprire la città facendoci correre alla mattina all’alba, avvolti nella nebbia, tra le rovine etrusche lungo i suoi 7300 metri di cinta muraria.


Sicuramente ciò che emerge in questo giallo-noir che si muove su una corda tesa, regalando al lettore la giusta dose di suspense e azione, è la descrizione dei personaggi. Molti indossano una maschera e l’abilità dell’autrice sta proprio nel muovere la mano del lettore affinché possa lui stesso possa svelarne il vero volto.


Uno fondamentale che pone molti interrogativi è sicuramente Mirela. Chi era Mirela? Perché è scappata dal suo paese e ha scelto di vivere in un paese straniero nel quale sarà per sempre considerata la “zingara” nonostante un figlio che fa di tutto per integrarsi?


Mirela è una vittima, ancor prima di essere uccisa.


Non bisogna dimenticare che non è la condizione della vittima, nuova condizione sociale, cambio di residenza, un lavoro, a cancellare idee e gesti di chi sta dalla parte sbagliata della storia. Mirela arriva in Italia pensando di potersi lasciare alle spalle i torti subiti e subisce una vittimizzazione secondaria. Purtroppo è costretta a rivivere nuove condizioni di sofferenza e viene giudicata. L’autrice ha il merito di consegnare al lettore la voce di Mirela in quanto risulta importante al fine di ogni indagine, anche se fatta solo di inchiostro, conoscere la personalità, i sogni, le debolezze e la vita di chi viene ucciso se si vuole scoprire chi è il carnefice.


Il viaggio nella mente umana continua lasciando il lettore impossibilitato a comprendere l’ingiustificato atteggiamento di Maddalena Ballarini a capo delle Devote convinta che Mirela sia la causa della fine del suo matrimonio e che Yanko sia figlio di Mirela, ma anche del diavolo. E, tra tutti gli altri indimenticabili personaggi, incontriamo il pragmatico e sofferente luogotenente Maurizio Nardi che conducendo le indagini ci consegna parte della sua vita. Perché è questo che restiamo, esseri umani. Al di là dei ruoli che la vita ci induce a interpretare.


Un romanzo, questo, da leggere assaporando l’inquietudine e la precarietà dei giorni, soprattutto riconoscendosi nel diverso che viene giudicato e nel giudice, che non ammette debolezze e che riserva a sé stesso un metro di giudizio differente.

L’autrice rivela una grande capacità nel gestire la pluralità dei personaggi tarandoli perfettamente e regalando loro ispirazione e specificità.


La seconda indagine di Maurizio Nardi (la prima la si può trovare nel romanzo Redenzione) è una storia potente e inquietante, che pone il lettore davanti allo specchio di una violenza dilagante.


 

Alcune note su Chiara Marchelli

Chiara Marchelli è nata ad Aosta e si è laureata in Lingue Orientali a Venezia. È autrice di romanzi, una raccolta di racconti e un saggio su New York, la città dove vive. Insegna Letteratura Contemporanea,Traduzione e Italiano alla New York University e Scrittura alla Scuola Holden. Con Le notti blu (Giulio Perrone Editore 2017) è entrata nella dozzina finalista del Premio Strega. NNE ha pubblicato anche La memoria della cenere (2019) e Redenzione (2020).


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