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RECENSIONE: Sciogliere. Filosofia pratica della mediazione (François Jullien)

  • 11 minuti fa
  • Tempo di lettura: 3 min



Autore: François Jullien

Traduttore: Vincenzo Salvati

Editore: Vita e Pensiero, 2026

Pagine: 112

Genere: Saggi, Filosofia

Prezzo:  € 14.00 (cartaceo), € 9.99 (ebook)

Acquista: Libro, Ebook



Trama

La mediazione è da sempre presente nelle relazioni umane come tentativo di sanare controversie che rischiano di non arrivare a una soluzione. E da qualche tempo ha avuto anche un riconoscimento istituzionale, assumendo un ruolo ‘professionale’ all’interno della società. Il che è molto importante, visto il sovraccarico degli iter giudiziari e la necessità di pace e di nuove forme di convivenza geopolitica. A individuare la specificità della mediazione, si dedica qui François Jullien, partendo dall’idea che lo ha reso uno dei più conosciuti filosofi e sinologi del nostro tempo, e cioè che occorra decostruire il modo di pensare occidentale basato sulle contrapposizioni – essere/ non essere, giusto/ingiusto, io/altro – aprendo un cantiere teorico che accolga spunti dal pensiero cinese, dal suo modo di guardare alla realtà «di sbieco», cercando un «tra» che sorpassi la frontalità agonistica. Ecco allora che il mediatore, a differenza del giudice che stabilisce la ragione e il torto valutando dall’esterno, guarda piuttosto alle potenzialità della situazione, individuando i fili da seguire senza un progetto già stabilito, per aprire varchi accettabili da entrambe le parti. Sollecitare senza mai forzare, non seguire una procedura fissa ma un processo vivo che rimetta in movimento una situazione bloccata, abbandonare il compromesso che porta solo a una non-sconfitta, per un «compossibile» che apra a una viabilità futura. Questo è il lavoro della mediazione alla luce degli insegnamenti del tao. Questa è la strada, spesso nascosta e silenziosa, del mediatore che alla fine può davvero sciogliere i nodi più stretti e sbloccare cammini di vita nuovi, e persino inauditi.


Recensione

Il libro che vado a recensire è un testo che si colloca perfettamente nel percorso filosofico dell’autore, da sempre impegnato a mettere in dialogo il pensiero occidentale con quello cinese, aprendo spazi di riflessione inediti su concetti che spesso diamo per scontati. Esso affronta il tema dello “sciogliere” non come semplice gesto pratico o metafora superficiale, ma come operazione filosofica profonda, alternativa al “risolvere” tipico della tradizione occidentale.


Jullien invita il lettore a spostare lo sguardo: invece di affrontare i problemi cercando soluzioni nette, definitive, spesso rigide, propone un approccio più fluido, ispirato al pensiero cinese classico. “Sciogliere” significa allentare tensioni, disfare nodi senza spezzarli, lasciare che le situazioni evolvano fino a trasformarsi. È un movimento meno spettacolare, ma più efficace nel lungo periodo, perché agisce dall’interno delle dinamiche invece di imporre una forma dall’esterno.


Il libro si muove tra filosofia, etica e pratica della mediazione. Non si tratta di un manuale tecnico, ma di una riflessione che ha implicazioni molto concrete: nei conflitti personali, nelle relazioni, nella politica e persino nella gestione delle crisi. Jullien mostra come il modello occidentale, basato sulla contrapposizione e sulla risoluzione, porti spesso a irrigidimenti, mentre l’idea di “sciogliere” permette di evitare lo scontro frontale e di favorire trasformazioni più sottili ma durature.


Uno degli aspetti più interessanti del testo è proprio questo scarto concettuale: il lettore si accorge gradualmente di quanto il proprio modo di pensare sia legato all’idea di “problema da risolvere”. Jullien non propone ricette, ma costruisce un percorso che mette in crisi questa abitudine mentale, aprendo a una diversa sensibilità verso i processi, le sfumature e i tempi lunghi. Il linguaggio è chiaro ma denso, e richiede attenzione: non è una lettura da consumare rapidamente, ma da attraversare con lentezza.


Dal punto di vista stilistico, il libro mantiene il tono tipico dell’autore: rigoroso ma accessibile, con esempi e passaggi che rendono comprensibili concetti anche complessi. Non è necessario avere una formazione filosofica specialistica, ma è utile una certa disponibilità a lasciarsi mettere in discussione.


In definitiva, si tratta di un testo che lavora in profondità sul nostro modo di pensare e di affrontare il reale. Non offre soluzioni immediate, ma suggerisce un cambio di paradigma: meno controllo, meno imposizione, più attenzione ai processi e alle trasformazioni silenziose.


Consigliato a chi è interessato alla filosofia contemporanea, al dialogo tra culture, alla mediazione dei conflitti e a chi cerca strumenti concettuali per leggere in modo diverso le situazioni complesse della vita quotidiana. Meno adatto a chi cerca risposte rapide o indicazioni pratiche immediate.



Alcune note su François Jullien

François Jullien è nato nel 1951, filosofo e sinologo, è uno dei pensatori francesi più tradotti all’estero e professore all’Université Paris-VII «Denis Diderot».


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