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RECENSIONE: Il gatto che mi ha spiegato l'universo (Riccardo Azzali)




Autore: Riccardo Azzali

Editore: Mondadori, 2026

Pagine: 216

Genere: Saggi, Filosofia, Fisica

Prezzo:  € 18.50 (cartaceo), € 12.99 (ebook)

Acquista: Libro, Ebook



Trama

Per Leonardo Brezzi, giovane e brillante fisico teorico, conoscere l'universo vuol dire osservarlo attraverso la lente di un telescopio oppure analizzarlo con un'astrusa equazione scritta su una lavagna. La sua missione è sempre stata quella di cercare un ordine nel caos del cosmo, fidandosi dei numeri più che delle sensazioni; Leonardo, infatti, considera ogni fenomeno, il tempo, lo spazio, la materia, la vita stessa, come un problema da risolvere. Finché un mattino come tanti, il suo pelosissimo gatto bianco, Epidoro, decide di infrangere la regola più semplice dell'universo: quella secondo cui i gatti non parlano. Ed Epidoro non si limita a parlare: ragiona, osserva, collega, provoca. Cita Sartre, Seneca, Einstein, smonta ogni certezza di Leonardo, gli fa domande personali che pesano come macigni per poi leccarsi una zampetta come se niente fosse. All'inizio la razionalità del fisico combatte con questa nuova realtà surreale in cui Epidoro si dimostra molto più saggio, colto e arguto del suo padrone. Poi, però, piano piano Leonardo si arrende all'evidenza e il gatto per lui diventa un mentore, un Virgilio che lo costringe a vivere davvero gli interrogativi sull'universo che aveva sempre studiato con distacco, a immergersi e conoscere in prima persona la fisica quantistica o l'idea di tempo, il concetto di libero arbitrio o il nulla, l'entropia che disordina ogni cosa e la necessità umana di dare un senso al cosmo e alla nostra esistenza. Il gatto che mi ha spiegato l'universo è un libro in cui filosofia e scienza non sono esercizi astratti del pensiero, ma saperi vitali, strumenti fondamentali che ci insegnano a scoprire e vivere le meraviglie dell'universo.


Recensione

Il gatto che mi ha spiegato l’universo di Riccardo Azzali è un romanzo che sorprende per la sua capacità di muoversi con naturalezza su un confine non semplice: quello tra racconto e riflessione, tra divulgazione scientifica e introspezione esistenziale. Il libro si presenta fin da subito come una storia accessibile, ma rivela progressivamente una profondità che va ben oltre l’impianto narrativo.


Al centro della vicenda c’è Leonardo Brezzi, giovane fisico teorico abituato a interpretare il mondo attraverso il rigore delle leggi scientifiche. La sua è una visione ordinata, quasi rassicurante: ogni fenomeno può essere spiegato, ogni complessità ricondotta a un sistema. È una fiducia piena nella capacità della scienza di dare senso all’universo. Ma questa prospettiva viene messa in crisi dall’incontro con Epidoro, il gatto che dà titolo al romanzo.

Quando Epidoro inizia a parlare, la narrazione compie una svolta che non è tanto fantastica quanto concettuale. Il gatto diventa un interlocutore capace di mettere in discussione ogni certezza di Leonardo. Non lo fa imponendo verità alternative, ma ponendo domande, osservando il mondo da un punto di vista diverso, più libero, meno vincolato alla necessità di spiegare tutto. Il loro dialogo diventa così il vero motore del libro.


Attraverso questo confronto, Azzali introduce temi complessi senza mai appesantire la lettura. La fisica, dalla struttura dell’universo alle implicazioni della meccanica quantistica, entra nel racconto in modo organico, intrecciandosi con riflessioni sul tempo, sull’esistenza, sulla percezione della realtà. Ciò che emerge è una tensione costante tra il desiderio umano di comprendere e la consapevolezza che non tutto è riducibile a formule.


Epidoro, in questo senso, è una figura estremamente riuscita: non è un semplice “gatto parlante”, ma una presenza che incarna uno sguardo alternativo sul mondo. La sua voce è ironica, a tratti disarmante, ma sempre capace di spostare il discorso su un piano più profondo. Non offre soluzioni, ma apre possibilità. Ed è proprio questa apertura a rappresentare uno degli aspetti più interessanti del romanzo.


Il percorso di Leonardo è costruito con gradualità. All’inizio prevale la resistenza: il tentativo di ricondurre anche l’impossibile a una spiegazione razionale. Ma, pagina dopo pagina, qualcosa cambia. Non si tratta di un abbandono della scienza, bensì di un ampliamento dello sguardo. Leonardo impara, e con lui il lettore, che comprendere l’universo non significa solo analizzarlo, ma anche accettarne il mistero.


Lo stile di Azzali contribuisce in modo decisivo alla riuscita del libro. La scrittura è fluida, i dialoghi vivaci, capaci di alternare leggerezza e profondità senza soluzione di continuità. Anche i passaggi più teorici risultano accessibili, perché sempre ancorati alla relazione tra i personaggi. Il romanzo mantiene così un equilibrio efficace: si lascia leggere con facilità, ma lascia anche spazio alla riflessione.


Nel complesso, questa lettura è una sorta di favola contemporanea che utilizza un elemento improbabile per parlare di qualcosa di estremamente reale. Non pretende di offrire risposte definitive, ma accompagna il lettore in un percorso fatto di domande, intuizioni e piccoli spostamenti di prospettiva. Ed è proprio in questo movimento, più che nelle conclusioni, che il libro trova la sua forza.


Si tratta di un volume particolarmente adatto a chi ama i romanzi che uniscono narrazione e riflessione, a chi è incuriosito dai temi scientifici ma cerca un approccio umano e accessibile, e a chi apprezza le storie costruite intorno al dialogo e al confronto di idee. Ideale anche per chi desidera un libro capace di far pensare senza risultare pesante. Meno indicato per chi preferisce trame dinamiche o fortemente orientate all’azione.



Alcune note su Riccardo Azzali

Riccardo Azzali è un fisico teorico appassionato di filosofia ed è anche uno dei divulgatori italiani più seguiti; nel suo profilo “filosofiascienza” ogni giorno, con uno stile semplice e diretto, prova a illustrare al suo pubblico le grandi domande che per millenni hanno incuriosito le menti dei maggiori scienziati e filosofi della storia. Nel 2025 per Mondadori ha pubblicato L’accademia delle grandi domande.


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