RECENSIONE: Sigma (Julia Deck)




Autore: Julia Deck

Traduttore: Giuseppe Girimonti Greco

Editore: Prehistorica Editore, 2022

Pagine: 224

Genere: Narrativa straniera, Narrativa moderna e contemporanea

Prezzo: € 17.00

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Trama

Sigma è un'organizzazione segreta, il cui scopo è quello di controllare e neutralizzare le opere d'arte giudicate sovversive. Dispiegherà tutti i suoi agenti sotto copertura e userà ogni mezzo per mettere le mani sul quadro del pittore Konrad Kessler, forse troppo frettolosamente ritenuto distrutto.


Recensione

La trama di questo romanzo è un noir incalzante e ricercato: al centro, una tela perduta e ambita, dipinta da un maestro, Konrad Kessler, che fino ad allora si pensava avesse distrutto i suoi ultimi dipinti. Diversi indizi consentono al gallerista Elvire Elstir di smentire questa idea; opinione condivisa dall'organizzazione Sigma che teme la portata sovversiva dell'opera e vuole indebolirla collocandola nell'ambiente rassicurante e anestetizzato di un museo o di una galleria. Gli agenti vengono quindi inviati sulla scena per monitorare i quattro personaggi principali della trama: la gallerista Elvire Elstir, suo marito l'accademico Lothaire Elstir, la sorella di Elvire, l'attrice Pola Stalker e Alexis Zante, banchiere d'affari, sospettato di avere (e nascondere) il dipinto. I quattro bersagli hanno legami matrimoniali, familiari, amichevoli ed è anche il groviglio delle loro relazioni che viene nel corso del romanzo.


La trama è quindi prima di tutto la storia di un capolavoro, se non sconosciuto, almeno nascosto: la tela è l'oggetto al centro della cupidigia, quello per cui le storie si organizzano e si intersecano, il macguffin del romanzo, schierato da un'infinità di altri (compreso un fermacarte che sarà tutt'altro che un accessorio). Questo quadro nascosto è la pagina bianca su cui tutto è costruito, in un presunto riferimento al genere dello spionaggio come quello di Malevich, citato peraltro da Elvire.


Il romanzo offre una molteplice realtà che forma una rete insidiosa. Vi è una realtà facilmente identificabile, la Svizzera e le sue montagne, ma anche il mondo che circonda la circonda, Rio, New York, ecc.. Inoltre vi è la presenza di un'altra rete, sotterranea, quella tessuta da un'organizzazione segreta chiamata Sigma che tira i fili del mondo e classifica gli abitanti del globo in tre categorie principali: i bersagli, gli agenti e la massa indifferente o anonima.

Parallelamente a questi primi due livelli di realtà, vi è un altro strato, quello che l'arte e la letteratura strutturano, poiché sono anche il nostro modo di apprendere il mondo.


Nel romanzo, personaggi e luoghi portano nomi che il lettore ha già incontrato in Proust (la galleria Elstir) o in Thomas Mann (la banca del Berghof), inoltre molti nomi di battesimo si riferiscono al teatro o al cinema.


Il libro si apre con un elenco di personaggi che ricordano le parti di un teatro, ma la scena viene vista da dietro le quinte attraverso i rapporti degli agenti Sigma sui loro obiettivi. Gli agenti pensano di controllare l'andamento della trama e influenzarne il corso, ma saranno superati da i propri dubbi, le proprie passioni, i propri sentimenti. Sigma ne elimina alcuni lungo la strada. L'organizzazione tentacolare vorrebbe mantenere un falso ordine mondiale.


La scrittura dell’autrice risulta precisa, veloce e divertente. Come descritto sopra, nella trama vi sono molti riferimenti.


Nel complesso, una lettura frizzante e piacevole che consiglio a tutti gli amanti della buona letteratura francese.


 

Alcune note su Julia Deck

Julia Deck figlia di padre francese, artista plastico, e di madre britannica, traduttrice. Ha studiato alla Sorbona, e la sua tesi verteva su “La principessa di Clèves”. Lavora per un anno nell’editoria a New York. Dopo essere stata responsabile della comunicazione in diversi gruppi, lascia questo genere di lavori nel 2005 per dedicarsi completamente alla scrittura. Nel 2012 pubblica il suo primo romanzo, Viviane Elisabeth Fauville per Editions de minuit (in Italia il libro è pubblicato nel 2014 da Adelphi). Il libro d’esordio viene accolto molto bene tanto a livello di critica quanto a livello di pubblico.


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