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RECENSIONE: Space economy. La nuova frontiera dello sviluppo (Simonetta Di Pippo)




Autore: Simonetta Di Pippo

Editore: Bocconi University Press, 2022

Pagine: 224

Genere: Saggi, Astronomia

Prezzo: € 23.00 (cartaceo), € 15.99 (ebook)

Acquista: Libro, Ebook



 

Trama

Secondo la definizione dell'OECD la space economy è l'insieme delle attività e dell'uso delle risorse spaziali che creano valore e benefici per l'umanità nel corso dell'esplorazione, comprensione, gestione e utilizzo dello spazio. La space economy include tutti i soggetti, pubblici e privati, impegnati a sviluppare, fornire e utilizzare prodotti e servizi legati allo spazio: ricerca e sviluppo, costruzione e uso delle infrastrutture spaziali (stazioni a Terra, veicoli di lancio, satelliti), applicazioni derivanti dallo spazio (strumenti di navigazione, telefoni satellitari, servizi meteorologici ecc.), come pure le conoscenze scientifiche che ne scaturiscono. La space economy va dunque ben oltre il settore spaziale in senso stretto, perché si estende agli impatti sempre più pervasivi e mutevoli dei prodotti, dei servizi e delle conoscenze che dallo spazio derivano. Molte sono le applicazioni che in altri settori beneficiano dei dati e delle tecnologie spaziali: si pensi all'agricoltura, alla protezione dell'ambiente, alla gestione delle risorse naturali e ai trasporti, per citarne solo alcuni. La space economy vale oggi a livello globale 469 miliardi di dollari, con previsioni di crescita percentuale a due cifre per i prossimi decenni. Ma ciò che più conta è che offrirà opportunità anche ai paesi meno sviluppati, contribuendo al raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile. Da queste considerazioni decolla l'affascinante viaggio che riempie le pagine di questo libro: esplorazioni e turismo spaziale, comunicazioni extra-terrestri, economia degli asteroidi, nuovi prodotti «Made in Space» ma anche detriti spaziali che vagano nel traffico di orbite sempre più congestionate. Il futuro è davvero dietro l'angolo, non resta che attrezzarsi dotando il nostro capitale umano di tutte le conoscenze necessarie. Prefazione di Giovanni Caprara.


Recensione

L’autrice, astrofisica, introduce il lettore alla Space Economy. Con questo nuovo termine si intente l’insieme delle attività e dell’uso delle risorse spaziali che creano valore e benefici per l’umanità nel corso dell’esplorazione, comprensione, gestione e utilizzo dello spazio. In parole semplici, la space economy, utilizza il settore spaziale per individuare prodotti e applicazioni che contribuiscono a migliorare la qualità della vita sul nostro pianeta. Un settore che è in continua crescita e che non prevede flessioni. Basti pensare al numero di satelliti che usiamo nella vita di tutti i giorni.


Senza lo spazio, non si può vivere. Nell’ambito della Agenda 2030 approvata dalle Nazioni Unite nel 2015, dei 17 obiettivi di sviluppo sostenibili e dei 169 sotto-obiettivi che li sottendono, più della metà sono raggiungibili solo grazie allo spazio. Si parla di obiettivi importanti quali il cambiamento climatico, la riduzione della povertà, la gestione del suolo e lo sviluppo di una agricoltura sempre più intelligente, del cibo e dell’acqua, due elementi che già scarseggiano oggi e che scarseggeranno sempre di più a mano a mano che da un lato aumenta la popolazione mondiale e dall’altro il riscaldamento globale e i suoi effetti si fanno sentire in modo tangibile.


Inoltre, i dati provenienti da satelliti di geolocalizzazione come GPS e Galileo, o di osservazione della Terra come l’europeo Copernicus, sono ottenibili gratuitamente e ciò consente a tutti, compresi i paesi emergenti e in via di sviluppo, di realizzare prodotti, applicazioni e servizi basati su dati e infrastrutture satellitari. Un vero e proprio movimento che porta ad una democratizzazione dello spazio e che consente a questi paesi uno sviluppo socio-economico sostenibile.


Oggi tutti hanno la sensazione che essere connessi a internet sia alla portata di tutti. Non è così. Nel 2021 solo il 63% della popolazione mondiale ha avuto accesso a questo canale. La comunicazione via satellite ha un ruolo fondamentale nel connettere il rimanente 40%, nel raggiungere zone critiche e poco accessibili o nel garantire la connessione in situazioni critiche come le catastrofi naturali.


In tempi recenti si è assistito allo sviluppo di megacostellazioni satellitari che permettono l’accesso mondiale ad internet. Prima per importanza è sicuramente la megacostellazione StarLink di Elon Musk .


Esiste anche una forte connessione tra space economy e green economy. Siccome la green economy è definibile come la pratica dello sviluppo sostenibile attraverso finanziamenti pubblici e privati per creare infrastrutture che promuovano sostenibilità sociale e ambientale, il modo per farlo è di incentivare la riduzione di emissione di gas serra e lo sviluppo di tecnologie che ne consentano l’assorbimento. Il che implica anche una forte connessione tra green economy ed efficienza energetica. In sostanza, molte tecnologie spaziali vengono in aiuto della green economy.


Nonostante le linee guida per la mitigazione dei detriti spaziali approvate nel 2007, e le linee guida per la sostenibilità a lungo termine delle attività spaziali approvate nel 2019 dal Comitato ONU che si occupa di uso pacifico dello spazio, le orbite sono congestionate e si rischiano collisioni con una frequenza sempre maggiore. Pensare di limitare il numero di satelliti andrebbe contro il principio che lo spazio è un bene comune, e che tutti gli stati debbono poterlo utilizzare per migliorare le condizioni di vita dei loro cittadini. Detto ciò, però, i detriti vengono monitorati, almeno sino a pochi centimetri in dimensione, anche da Terra e devono essere rimossi, perché se da un lato si possono migliorare i processi riducendone la produzione e aumentando la pulizia delle orbite nel progettare e gestire le missioni future, si deve ripulirle queste orbite dall’immondizia presente per assicurare una sostenibilità sul lungo termine.


Grazie ad una brillante carriera e ad una grande esperienza nella gestione dei programmi spaziali anche nella loro dimensione diplomatica e legale, l’autrice tratta il sempre più attuale argomento della Space Economy e le allettanti prospettive future in modo chiaro, accessibile e con grande competenza.

Un libro illuminante per comprendere quanto la ricerca spaziale è molto più vicina alla Terra di quanto si possa immaginare.


La ricerca e le tecnologie spaziali come leva per migliorare la vita quotidiana e los viluppo sostenibile, compresa la pace. Di tutto ciò si occupa questo bel volume e l’autrice astrofisica. Si spazia dai tradizionali ambiti di difesa e sicurezza alla pace, dal cambiamento climatico alla disparità di genere.


Un libro illuminate che comprendere quanto lo spazio sia molto più vicino alla Terra di quanto si possa pensare.


 

Alcune note su Simonetta Di Pippo

Simonetta Di Pippo, astrofisica, è stata direttore Human Spaceflight presso l’Agenzia spaziale europea, direttore Observation of the Universe presso l’Agenzia spaziale italiana, direttore dell’Ufficio delle Nazioni Unite per gli affari dello spazio extra-atmosferico con sede a Vienna. Attualmente è direttore dello Space Economy Evolution Lab di SDA Bocconi School of Management. È accademico dell’International Academy of Austronautics e membro del World Economic Forum Global Future Council on Space. Nel 2008 le è stato dedicato l’asteroide 21887 Dipippo.


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