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RECENSIONE: Stan&Ollie. Nuova Edizione (Gianluca Buttolo)



Autore: Gianluca Buttolo

Editore: Renoir Comics, 2026

Pagine: 180

Genere: Graphic novel, Biografie

Prezzo: € 19.90

Acquista: Libro



Trama

«Stanlio e Ollio, lo sappiamo tutti, sono due giganti nel campo della comicità, due maestri indiscussi di un genere, e lo scoprire quanta fatica, quanto lavoro e quanti problemi si celassero dietro ogni loro pellicola, apparentemente spensierata e creata solo per "far ridere", rappresenta un insegnamento profondo per chiunque si avvicini a questa professione senza conoscerne i mille risvolti segreti. Se prima amavo Stanlio e Ollio, oggi, grazie ai disegni e alle parole di Gianluca Buttolo, li amo ancora di più». (Dalla prefazione di Bruno Bozzetto)


Recensione

La risata, quando è davvero grande, rischia di far dimenticare tutto ciò che esiste dietro di essa. È forse proprio questo il punto di partenza più interessante di questo graphic novel. Gianluca Buttolo non si limita a raccontare due icone della comicità, ma prova a togliere per un momento la maschera ai personaggi che il pubblico ha imparato ad amare, per osservare gli uomini che si nascondevano dietro Stanlio e Ollio.


Stan Laurel e Oliver Hardy appartengono a quell'immaginario collettivo in cui cinema e memoria personale finiscono inevitabilmente per confondersi. Anche chi non ha seguito sistematicamente la loro filmografia conosce il loro modo di stare in scena, gli sguardi, i tempi comici, la goffaggine, le incomprensioni e quella straordinaria capacità di trasformare un gesto minimo in una situazione esilarante. Raccontare una coppia così conosciuta, quindi, comporta un rischio: fermarsi alla superficie, ripercorrendo semplicemente una serie di aneddoti e di successi. Buttolo sceglie invece una strada diversa.


Il racconto prende avvio da un episodio realmente accaduto: il numero telefonico di Stan Laurel era presente sulla guida telefonica e un ragazzino riuscì a raggiungerlo. È attraverso questo incontro che si apre un lungo viaggio nei ricordi di Laurel, che permette all'autore di accompagnare il lettore dentro la storia professionale e personale della coppia. Un espediente narrativo semplice, ma efficace, perché trasforma una biografia in una sorta di conversazione attraverso la memoria. Il passato non viene presentato come una successione fredda di date e avvenimenti, ma come qualcosa che riaffiora attraverso il racconto di chi quelle esperienze le ha vissute.


Ed è proprio qui che il libro acquista il suo maggiore interesse.


Buttolo racconta la nascita e l'evoluzione della coppia artistica, ma soprattutto si concentra su ciò che normalmente rimane fuori dall'inquadratura. Dietro le risate ci sono infatti rapporti professionali complicati, conflitti con i produttori, problemi legati alla libertà creativa e una dimensione privata tutt'altro che semplice. Il rapporto con Hal Roach diventa, in questo senso, uno degli elementi attraverso cui comprendere meglio quanto Stan Laurel tenesse alla propria idea di comicità e quanto il successo non significasse necessariamente poter lavorare senza condizionamenti.


La comicità di Stanlio e Ollio appare così sotto una luce differente. Quella naturalezza che sullo schermo sembra quasi istintiva è il risultato di un lavoro, di una ricerca, di una precisa consapevolezza artistica. Il loro universo comico non nasce semplicemente dall'accostamento di due personalità differenti, ma da un equilibrio costruito nel tempo. Buttolo invita quindi a guardare quei film con occhi diversi: dietro un'espressione, una caduta o una gag possono esserci una concezione del ritmo, una precisa idea del personaggio e una battaglia per mantenere intatta la propria identità artistica.

Ma Stan&Ollie non è soltanto un libro sul cinema.


Uno degli aspetti che ho trovato più riusciti è proprio il modo in cui la dimensione pubblica e quella privata finiscono per intrecciarsi. Buttolo non idealizza i suoi protagonisti e non li trasforma in due icone intoccabili. Al contrario, lascia emergere fragilità, contraddizioni e difficoltà. Le vicende matrimoniali di Laurel, i rapporti personali e le diverse prove attraversate nel corso della loro vita contribuiscono a restituire un'immagine più complessa dei due uomini che il pubblico era abituato a vedere soltanto attraverso il filtro della comicità.


Questo rende il libro particolarmente interessante anche per chi pensa di conoscere già Stanlio e Ollio.


Perché conoscere i loro film non significa necessariamente conoscere Stan Laurel e Oliver Hardy. La distanza tra i personaggi e gli uomini diventa uno degli elementi più importanti della narrazione. Il primo è associato alla sua eterna aria spaesata, il secondo alla dignità continuamente messa alla prova; insieme rappresentano una delle coppie più riconoscibili della storia del cinema. Buttolo, però, prova a ricostruire ciò che succede quando le luci dello spettacolo si spengono.


E in questo passaggio il fumetto si dimostra uno strumento narrativo particolarmente adatto.

Gianluca Buttolo è autore sia dei testi sia dei disegni e questa doppia responsabilità si percepisce nel modo in cui parola e immagine procedono insieme. Il suo tratto è asciutto, espressivo, costruito soprattutto attraverso il bianco e nero e un uso molto controllato dei contrasti. Non c'è la volontà di rendere ogni tavola spettacolare a tutti i costi: il disegno accompagna la storia, ne sostiene i momenti più intimi e contribuisce a creare un'atmosfera che spesso è molto lontana dalla leggerezza che associamo ai due comici.


È una scelta importante, perché sarebbe stato facile lasciarsi sedurre dalla componente caricaturale di Stanlio e Ollio. Buttolo, invece, utilizza la somiglianza e la memoria visiva dei due personaggi senza trasformare il volume in una semplice celebrazione grafica. Le tavole diventano parte integrante del racconto biografico e aiutano a sottolineare il contrasto tra l'immagine pubblica dei due artisti e la loro vita privata.


Anche il bianco e nero assume quindi un valore particolare. È una scelta coerente con la natura della storia e con il cinema a cui il libro guarda, ma soprattutto permette di mantenere una certa sobrietà. Le risate non sono cancellate, naturalmente, ma non costituiscono l'unico registro del volume. Anzi, proprio perché Buttolo decide di non inseguire continuamente l'umorismo, quando emerge una situazione comica essa acquista una forza maggiore.


La cosa più interessante, alla fine, è che un libro dedicato a una delle coppie comiche più celebri della storia riesca a parlare anche di temi molto seri: il lavoro, la creatività, il successo, i rapporti professionali, l'amicizia, le difficoltà sentimentali, il rapporto con il pubblico e soprattutto il prezzo che talvolta si paga per difendere la propria identità artistica.


La loro storia assume così una dimensione più umana.


Non è difficile, leggendo, pensare a quante volte abbiamo guardato Stanlio e Ollio ridendo delle loro disavventure senza chiederci cosa ci fosse dietro quei personaggi. Stan&Ollie nasce proprio dalla necessità di andare oltre quella prima impressione. Non vuole togliere magia alla coppia, ma aggiungerne un'altra: quella della conoscenza.


Particolarmente significativo è il modo in cui il volume arriva a raccontare anche gli ultimi momenti del rapporto tra i due. La loro storia non viene fatta coincidere semplicemente con il periodo dei grandi successi cinematografici, ma viene seguita fino alla fase più dolorosa della loro vicenda personale. Il ricordo dell'ultimo incontro tra Laurel e Hardy, con Ollie ormai malato e vicino alla morte, acquista inevitabilmente un peso emotivo molto forte proprio perché arriva dopo aver conosciuto gli uomini, e non soltanto i personaggi.


È forse questo il momento in cui si comprende meglio il senso dell'intero lavoro di Buttolo: dietro una delle coppie che più hanno fatto ridere il pubblico esiste una storia fatta anche di solitudine, conflitti, difficoltà e affetto. Una storia nella quale il successo non cancella le fragilità e nella quale il rapporto tra due artisti non può essere ridotto alla semplice formula di una coppia comica perfetta.


Eppure, nonostante gli aspetti più dolorosi, rimane centrale l'amore per il pubblico e quella determinazione a continuare a far ridere che ha accompagnato la loro carriera. È un elemento che impedisce al libro di diventare semplicemente malinconico. La comicità rimane il filo conduttore, ma viene osservata dall'altra parte del sipario.


Quello che mi ha convinto maggiormente del romanzo grafico è proprio questa capacità di non accontentarsi dell'immagine più conosciuta. Buttolo non racconta soltanto perché Stanlio e Ollio siano diventati famosi: racconta quanto lavoro, quante difficoltà e quanta umanità ci siano dietro due volti che sembrano appartenere per sempre a un mondo leggero.


Il risultato è una biografia a fumetti che può essere letta su più livelli. È naturalmente un omaggio a Stan Laurel e Oliver Hardy, ma è anche un racconto sul mestiere dell'artista e sulla necessità di difendere la propria voce. Ed è, soprattutto, un invito a riscoprire una coppia cinematografica che rischia, proprio perché ormai entrata nell'immaginario collettivo, di essere data per scontata.


La nuova edizione del 2026 ripropone questo lavoro in un formato di 180 pagine, in bianco e nero, confermando la natura di biografia a fumetti con cui Buttolo aveva raccontato la coppia.


Alla fine della lettura rimane una sensazione particolare: quella di aver incontrato nuovamente Stanlio e Ollio, ma di averli guardati questa volta da una distanza molto più ravvicinata. Non soltanto i due uomini capaci di far ridere intere generazioni, ma Stan Laurel e Oliver Hardy, con le loro ambizioni, le loro debolezze, i loro conflitti e il loro rapporto con il cinema e con il pubblico.


Ed è probabilmente questo il merito maggiore del lavoro di Gianluca Buttolo: ricordarci che anche dietro le risate più memorabili esiste una storia umana che merita di essere raccontata.


Lo consiglio innanzitutto a chi ama Stanlio e Ollio e vuole andare oltre la conoscenza dei loro film e dei loro personaggi. È una lettura interessante anche per chi ama la storia del cinema, le biografie a fumetti e quelle opere capaci di unire documentazione e sensibilità narrativa. Può inoltre essere una buona scelta per chi guarda al fumetto non soltanto come intrattenimento, ma come strumento per raccontare personaggi reali e vicende storiche attraverso un linguaggio capace di mettere insieme testo e immagini.


Non lo consiglierei, invece, soltanto a chi cerca una raccolta leggera di aneddoti divertenti sulla coppia: Buttolo propone qualcosa di più articolato e, in alcuni passaggi, anche più malinconico. È proprio questa scelta, però, a rendere il volume più interessante e personale.



Alcune note su Gianluca Buttolo

Gianluca Buttolo è Illustratore e fumettista, Gianluca Buttolo collabora con diverse testate giornalistiche disegnando anche per vari editori e per il teatro. Nel 2015 scrive e disegna La scelta per la casa editrice ReNoir Comics, graphic novel che ripercorre le vicende legate alla figura dell’avvocato Giorgio Ambrosoli. Nel 2017 sempre per ReNoir Comics pubblica Il libro di Dot, scritto con Hisham Matar, autore de Il ritorno. Padri, figli e la terra fra di loro con il quale ha vinto il “Premio Pulitzer” 2017 per la biografia e autobiografia.

Nel 2019 è la volta di Michelangelo – Il conflitto della Sistina, graphic novel incentrato sul conflittuale processo di realizzazione del capolavoro del Buonarroti, e nel 2023 di Stan&Ollie, biografia a fumetti del duo comico più famoso al mondo.


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