RECENSIONE: Tigre (Polly Clark)
- Dalla carta allo schermo
- 12 ore fa
- Tempo di lettura: 3 min


Autore: Polly Clark
Traduttore: Federica Bigotti
Editore: Blu Atlantide, 2026
Pagine: 368
Genere: Narrativa straniera, Narrativa moderna e contemporanea
Prezzo: € 20.00 (cartaceo), € 12.99 (ebook)
Acquista sito editore: https://www.edizionidiatlantide.it/prodotto/tigre-2/
Trama
Per i popoli siberiani incontrare una tigre significa assistere allo svelamento di una verità assoluta: tutte le cose della natura si incarnano le une nelle altre, e la tigre rappresenta l’incarnazione vivente di qualcosa che va oltre l’umano, qualcosa al tempo stesso di enigmatico, meraviglioso e tremendo. Per Frieda, primatologa inglese appassionata di scimmie bonobo, le tigri invece non sono che animali selvaggi incomprensibili nella loro violenza, ma nel suo nuovo incarico presso uno zoo privato nella campagna del Devon si troverà ad averci a che fare giornalmente; inizierà così a capire il loro essere, quindi man mano a innamorarsene e infine, attraverso di loro, a scoprire una parte di sé che non conosceva, e che la porterà fino in Siberia, dove la sua vicenda e quella delle tigri troveranno una ragione necessaria e sorprendente, connessa inestricabilmente a quella di Tomas, solitario uomo delle foreste siberiane, e della piccola Zina, ragazzina selvaggia di origine udeghe.
Recensione
Con Tigre, Polly Clark costruisce un romanzo che unisce tensione narrativa e profondità emotiva, intrecciando il destino umano con quello del mondo animale. Pubblicato in Italia da Blu Atlantide, il libro si muove tra il thriller psicologico e il romanzo intimista, mantenendo sempre al centro una domanda silenziosa: cosa significa davvero essere liberi?
La protagonista, Robyn Rook, è una veterinaria che lavora in un parco faunistico inglese. Anni prima ha perso il marito, fotografo naturalista scomparso in Russia mentre seguiva le tracce delle tigri siberiane. Una perdita mai davvero elaborata, rimasta sospesa tra dolore e incertezza. Quando un gruppo di attivisti libera gli animali del parco e una tigre, Zoya, riesce a fuggire nelle campagne inglesi, la vicenda assume immediatamente una dimensione pubblica e pericolosa. Ma per Robyn diventa qualcosa di molto più personale.
La ricerca dell’animale scandisce il ritmo del romanzo: da una parte la tensione concreta, con la paura diffusa tra gli abitanti e la pressione delle autorità; dall’altra il percorso interiore della protagonista, costretta a confrontarsi con la memoria del marito e con quel legame profondo che unisce chi osserva, studia e ama il mondo selvatico. La tigre non è soltanto una presenza fisica, ma una figura simbolica potente: incarna ciò che sfugge al controllo, ciò che non può essere rinchiuso senza conseguenze.
Clark riesce a restituire con grande efficacia la dimensione sensoriale della natura. I paesaggi, i silenzi, l’ombra improvvisa di un animale tra i campi diventano parte integrante dell’esperienza di lettura. Allo stesso tempo, la scrittura rimane misurata, limpida, mai enfatica: l’autrice non forza il pathos, ma lo lascia emergere attraverso i gesti e i pensieri dei personaggi.
Uno dei temi più forti del romanzo è il lutto, raccontato non come evento concluso, ma come condizione persistente. Robyn vive in una sorta di sospensione, e la fuga della tigre diventa un catalizzatore che riapre ferite e possibilità. In questo senso, Tigre parla anche della difficoltà di accettare l’assenza e della necessità di ridefinire il proprio rapporto con ciò che è perduto.
Non si tratta solo di una storia di fuga o di sopravvivenza, ma di un’indagine sottile sul confine tra protezione e prigionia, tra amore e possesso. È giusto tenere un animale selvatico in cattività? E quanto, nelle nostre vite, scegliamo la sicurezza a scapito della libertà?
Un romanzo che coinvolge senza urlare, che tiene viva la tensione ma invita soprattutto alla riflessione. Una lettura adatta a chi ama le storie in cui la natura non è semplice sfondo, ma forza viva e specchio dell’animo umano.
Un libro che lascia una traccia silenziosa, come un’impronta nella terra umida dopo il passaggio di un animale invisibile.
Alcune note su Polly Clark
Polly Clark è nata a Toronto, ha vissuto in Scozia e da qualche anno abita a Londra in una barca sul Tamigi. È autrice di vari libri di poesia, che hanno ottenuto numerosi riconoscimenti, e di tre romanzi, “Larchfield”, “Tigre” e “Oceano”, tutti pubblicati in Italia da Edizioni di Atlantide.