RECENSIONE: Trattato ragionato di yoga: Asana, Pranayama, Pratyahara (Rino Siniscalchi)




Autore: Rino Siniscalchi

Editore: Anima Edizioni, 2022

Pagine: 134

Genere: Saggi, Benessere

Prezzo: € 14.00 (cartaceo), € 11.99 (ebook)

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Trama

La particolarità di questo libro è quella di considerare finalmente insieme tutti i passaggi di cui lo Yoga è costituito, cioè come sono stati trasmessi all'origine da Patanjali, per rendere la pratica un armonioso fluire da un livello al successivo, senza stacchi bruschi. Tale impostazione si pone in aperto contrasto con la modalità corrente di separare i diversi aspetti e di farne esperienza in maniera distinta, senza alcuna progressione da uno all'altro. Il testo si concentra in particolare sull'asse centrale Asana, Pranayama, Pratyahara, descrivendo in primo luogo la corretta maniera di realizzare le posizioni, badando a non fare movimenti sbagliati che possano nuocere al corpo. A tale costruzione associa poi le tecniche di respirazione, così che siano rispettati sia il corpo, che risponde alla necessità di respirare, sia la mente che decide il movimento. L'armonizzazione fra queste due fasi è Pratyahara, in cui l'attenzione viene ritirata dall'esterno e diretta all'interno, dove deve aver luogo la magia dell'unione fra mente e corpo.


Recensione

Ѐ sempre di più evidente la concezione dello yoga, oggi, poggia pressoché solo su asana.

Chi pratica yoga, infatti, esegue essenzialmente asana, spesso ignorando del tutto gli altri livelli della disciplina.


Bisogna ricordare che Patanjali, mitico personaggio vissuto circa duemila anni fa ha messo per iscritto principi e criteri attinenti lo yoga. La struttura base del suo scritto è l’Ashtanga yoga, ovvero yoga delle otto braccia ): Yama, Niyama, Asana, Pranayama, Pratyahara, Dharana, Dhyana, Samadhi.


Eppure oggi la situazione vede asana non più come un ottavo dell’insieme, bensì come l'elemento fondamentale, quasi unico, che copre tutto il campo. E, in conformità con questo stato, le scuole di yoga esistenti sono tutte concentrate sul modo migliore di eseguire le posizioni, inventando di continuo nuove varianti.


Gli altri livelli, oltre asana, sono stati messi da parte, alcuni diventati marginali, altri del tutto negletti. Una qualche considerazione è riconosciuta a pranayama, mentre per gli altri “anga” esiste una sorta di oblio.


Questo libro vuole provare a riportare un po' d'ordine, proponendo un approccio omogeneo e armonioso, che comprenda tutti gli otto livelli indicati da Patanjali, ma vissuti assieme, eseguiti assieme, in un processo di profonda trasformazione di cui il corpo e la coscienza sono chiamati a fare esperienza.


La novità di tale impostazione consiste nell’eseguire asana con il supporto di pranayama, che va inteso come capacità e abilità di respirare in maniera corretta. La combinazione asana/pranayama si concretizza tramite pratyahara, il ritiro dei sensi verso l'interno, che costituisce la condizione base per tutta la durata della pratica.


Nell'ordine, per instaurare questo flusso armonioso, occorre che la mente si ponga umilmente al servizio del corpo, ne ascolti debolezze e forze, ne rispetti disagi e limiti, senza forzare posizioni, né creare stati di ansia da prestazione. Questa è la dimensione corretta di asana e pranayama. In questa fase, la mente deve conquistare la fiducia del corpo, lo deve tranquillizzare, rovesciando le normali condizioni della vita quotidiana in cui il corpo è tenuto ad adattarsi alla rapidità della mente. In questa fase iniziale, è preminente l’ascolto di quanto succede dentro l’involucro corporeo, come percezione dei sensi, consapevolezza del respiro, introspezione profonda, per realizzare il fine proprio dello yoga.


Yoga è un viaggio. Un lungo cammino dentro se stessi, con passaggi e strumenti di crescita progressivi, e ogni conseguimento costituisce la base su cui integrare lo stadio successivo, Con la costanza, si riusciranno a vivere tutti i campi simultaneamente. Ma per dare inizio a tale cammino speciale, occorre essere mossi dalla sincera volontà di conoscersi.


Per favorire lo sguardo d’insieme del percorso da compiere, nel testo sono presenti tavole che mostrano la relazione fra le fasi prescritte da Patanjali, universalmente accettate da tutte le scuole di yoga.


La pratica yoga deve essere un percorso di introspezione, come se si facesse un'unica asana, con tante evoluzioni e l'impegno deve essere quello di mantenere l'attenzione sempre dentro. Un oggetto richiede l'attenzione esterna ed è per questo che è sconsigliato l'utilizzo di cinghia o mattone che finirebbero con l'intromettersi nella relazione fra mente e corpo.


Da tutto ciò si comprende che praticante di yoga esperto non è chi è capace di eseguire posizioni strabilianti che lasciano l'osservatore a bocca aperta, bensì la persona che, senza fare alcunché di sbalorditivo esteriormente, riesce a realizzare la magia dell’unione, dell’unità di tutta la persona, integrando i vari passaggi previsti dalla disciplina, in ogni esercizio, in ogni momento, per tutta la durata della pratica che, in tal modo, diventa una meditazione avente per oggetto il corpo.


Asana e pranayama sono dunque strettamente connessi, per cui pranayama indica il procedimento per raggiungere un respiro sano, ampio, giusto e corretto. Nel caso in cui il respiro sia corto, meno ossigeno viene immesso nell’organismo rispetto a quanto serve, e questo può comportare stanchezza fisica, mentale, stati di stress e disturbi vari. Ciò può essere dovuto soprattutto a un insufficiente funzionamento del diaframma, muscolo principale del respiro, oltre che a scarsa elasticità dei muscoli inspiratori. Respirare correttamente significa rimediare a queste insufficienze. Prana è la forza vitale, la riserva energetica che uno possiede sin dalla nascita, e dalla sua quantità dipende la durata della vita.


Questa energia va alimentata con pratiche corrette, alimentazione idonea, esercizio fisico adatto, e non va dilapidata attraverso alcol, fumo, dieta scorretta, abitudini malsane e altro. Quindi pranayama, in quanto gestione dell’energia vitale, va studiato nell'ottica dell’evoluzione favorita da Asana, con attenzione rivolta dentro di sé.


Quanto si recepisce nelle pratiche yoga rimane in dotazione alla persona, che lo impiega durante tutto l’arco della giornata.


Libro consigliato a tutti coloro che sono incuriositi da questa pratica o che vogliono avere un ottimo quadro di insieme.


 

Alcune note su Rino Siniscalchi

Rino Siniscalchi insegna Yoga e Meditazione da più di trent’anni. Diplomato alla Federazione Italiana Yoga, tiene corsi di formazione da più di dieci anni offrendo una pratica in cui confluiscono gli insegnamenti di varie scuole, tutte impegnate nella divulgazione di una pratica lenta, basata sull’ascolto, come Patrick Tomatis, André Van Lizebeth e altri, per poi focalizzarsi in special modo sul metodo del maestro indiano Bhole. Tramite la formazione diffonde una pratica basata su un respiro lento, consapevole, che costituisce il fulcro di tutto l’impianto didattico, per cui l’attività deve essere vissuta dall’interno e mai dall’esterno, così da esaltare l’aspetto sensoriale e percettivo. La sua interpretazione di Yoga del Respiro mette in evidenza il principio base che il corpo si occupa del respiro, e la mente del movimento. Grazie a questo concetto fondamentale, ciascun praticante avrà un’esperienza unica dell’unione tra corpo e mente, secondo la sua peculiare sensibilità.


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