RECENSIONE: Un caso complicato per l'avvocato Ligas. Perdenti (Gianluca Ferraris)
- Dalla carta allo schermo

- 3 ore fa
- Tempo di lettura: 5 min


Autore: Gianluca Ferraris
Editore: Corbaccio, 2026
Pagine: 320
Genere: Narrativa italiana, Thriller
Prezzo: € 18.00 (cartaceo), € 9.99 (ebook)
Acquista sito editore: https://www.corbaccio.it/libri/un-caso-complicato-per-lavvocato-ligas-perdenti-9791259923288
Trama
Lorenzo Ligas è un avvocato penalista brillante. Forse il più geniale sulla piazza di Milano. Ma la sua vita è andata in frantumi. È un disastro e lo sanno tutti. I suoi soci lo allontanano perché ha smarrito definitivamente il confine tra dovere e piacere. Lui, però, non può smettere di lavorare. Così decide di fare ciò che gli riesce meglio: sceglie i casi che nessuno vuole, quelli già decisi dal pregiudizio e dal rumore dei media. Poi c'è la vita fuori dall'aula: un matrimonio finito e una figlia che Ligas ama più di ogni cosa al mondo. Il padre perfetto non esiste, lui lo sa. Può solo esserci quando conta, cercare di mettere sua figlia davanti a tutto senza lasciarsi travolgere dai propri demoni. Ma mentre cerca di restare a galla fra guai privati e problemi professionali, bussa alla porta un caso che puzza di guai. Un poliziotto ucciso. Un ex cantante sul banco degli imputati. Chat cancellate nell'ora sbagliata. Un misterioso telefono svizzero. Testimoni che vacillano quando è il momento di parlare. E un palazzo con un'uscita secondaria. Tra bar rumorosi e corridoi di tribunale, Ligas cerca la crepa dove tutti vedono un muro. Se il colpevole perfetto fosse solo un alibi per qualcun altro? E soprattutto: a chi conviene davvero che l'imputato resti colpevole? È una corsa contro la fretta di condannare e contro le scorciatoie del sistema. Per Ligas la regola non cambia: tutti sono innocenti fino a prova contraria e meritano la miglior difesa possibile. La sua.
Recensione
Nel panorama del legal thriller italiano, Un caso complicato per l’avvocato Ligas. Perdenti si distingue per la sua capacità di intrecciare un caso giudiziario ad alta tensione con una profonda dimensione umana. L'autore costruisce una storia che parte da un fatto di sangue apparentemente chiaro, per poi smontarlo pezzo dopo pezzo, mettendo in discussione certezze, pregiudizi e verità consolidate.
Al centro del romanzo c’è un omicidio: un poliziotto viene ucciso a sangue freddo, in un caso che sembra fin da subito avere un colpevole perfetto. Tutti gli indizi portano a Jack Zero, ex popstar ormai caduta in disgrazia, personaggio controverso e facile bersaglio per l’opinione pubblica.
Il meccanismo narrativo si fonda proprio su questa apparente evidenza: Jack Zero è colpevole “per tutti”, ancora prima che il processo abbia davvero inizio. Ed è qui che entra in scena l’avvocato Ligas, che decide di assumere la difesa di un uomo che sembra già condannato.
Questa scelta non è solo professionale, ma anche profondamente personale: difendere un “perdente”, qualcuno che nessuno vuole davvero ascoltare, diventa il cuore del romanzo.
Ligas non è un protagonista rassicurante. Quando lo incontriamo, è in una fase complicata della sua vita: il matrimonio è finito, la sua carriera è in crisi e il suo equilibrio personale appare fragile. Non è l’avvocato vincente e impeccabile, ma un uomo che sta cercando di rimettere insieme i pezzi.
Proprio per questo, il caso di Jack Zero assume un significato che va oltre il tribunale. È una possibilità di riscatto, ma anche una sfida rischiosa, perché implica andare contro una narrazione già scritta, contro un sistema che sembra aver già deciso.
Ferraris costruisce così un protagonista credibile, lontano dagli stereotipi: Ligas dubita, sbaglia, insiste. E soprattutto, si muove in una zona grigia in cui la ricerca della verità non è mai semplice né lineare.
Man mano che la difesa prende forma, emergono elementi che incrinano la versione ufficiale dei fatti. Chat cancellate, testimonianze poco solide, incongruenze investigative: il caso si complica e ciò che sembrava evidente inizia a vacillare.
Il romanzo segue da vicino il lavoro dell’avvocato, mostrando con realismo le dinamiche del processo, le strategie difensive e il peso delle prove. Non si tratta solo di scoprire “chi è il colpevole”, ma di capire quanto sia difficile dimostrare la verità in un sistema fatto di percezioni, errori e interpretazioni.
L'autore riesce a mantenere alta la tensione senza forzature, costruendo un intreccio credibile in cui ogni dettaglio ha un ruolo.
Il sottotitolo del romanzo, Perdenti, assume un valore centrale e profondamente coerente con la storia. Jack Zero è un perdente agli occhi della società, un uomo già giudicato e condannato mediaticamente. Ma anche Ligas, in un certo senso, appartiene a questa categoria: un avvocato in crisi, lontano dal successo, che si muove ai margini.
Il romanzo suggerisce che il sistema giudiziario, e forse la società stessa, produce inevitabilmente dei “perdenti”. Persone che, indipendentemente dall’esito del processo, pagano un prezzo altissimo.
Questa riflessione attraversa tutta la narrazione e le dà profondità, trasformando il thriller in qualcosa di più di una semplice storia di indagine.
La scrittura risulta fluida, precisa e accessibile. Il linguaggio giuridico è presente, ma mai invasivo: accompagna la storia senza appesantirla, rendendo il romanzo fruibile anche a chi non ha familiarità con il mondo legale.
Il ritmo è ben calibrato: non si basa su continui colpi di scena, ma su una tensione crescente, alimentata dai dubbi e dalle rivelazioni progressive. La narrazione è solida, coerente, e mantiene sempre un forte legame con la realtà.
Uno degli aspetti più riusciti del romanzo è la sua capacità di mettere in discussione il concetto di colpevolezza. Jack Zero è il colpevole perfetto perché è facile crederlo tale: il suo passato, la sua immagine pubblica, la sua caduta lo rendono il bersaglio ideale.
Lo scrittorw mostra con lucidità quanto il pregiudizio possa influenzare la percezione della verità. Il processo non si svolge solo in aula, ma anche fuori, nell’opinione pubblica, nei media, nella costruzione di una narrazione collettiva.
Il lettore è così portato a interrogarsi: quanto siamo davvero disposti a mettere in discussione ciò che sembra evidente?
Un romanzo che funziona su più livelli. È un legal thriller solido, costruito attorno a un caso avvincente, ma è anche una storia di caduta e possibile riscatto, di verità difficili da accettare e di giudizi troppo rapidi.
La forza del libro sta proprio nella sua capacità di unire tensione narrativa e riflessione, senza mai perdere credibilità. Ferraris dimostra di conoscere bene il mondo che racconta e di saperlo restituire con autenticità.
Consigliato a chi ama i legal thriller realistici e ben costruiti, a chi cerca personaggi complessi e non stereotipati e a tutti quei lettori interessati a storie che uniscono tensione narrativa e riflessione etica
Alcune note su Gabriele Ferraris
Gianluca Ferraris è nato nel 1976 e morto nel 2022; è stato un giornalista investigativo e uno degli autori più originali del noir italiano contemporaneo. Ha raccontato con lucidità il lato oscuro della società, trasformando le sue inchieste in narrativa di grande forza. Amatissimo autore nel panorama del giallo, ha firmato un romanzo potente che porta il noir dentro le aule di giustizia: il primo vero legal thriller italiano.

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