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RECENSIONE: Il prestafaccia (Ferdinando Albertazzi, Sebastiano Ruiz Mignone)




Autore: Ferdinando Albertazzi, Sebastiano Ruiz Mignone

Editore: Chiaredizioni, 2026

Pagine: 192

Genere: Narrativa italiana, Narrativa per ragazzi

Prezzo: € 14.90

Acquista: Libro



Trama

Durante una vacanza in Abruzzo, Alberto e Maria trovano in un bosco un cadavere. A indagare è il commissario Lafortezza, uomo burbero ma acuto, capace di scorgere indizi che agli altri sfuggono. Scopre così dei legami tra l’omicidio e un giro di narcotraffico con base in una libreria. Ma nulla è come sembra: la vittima è un prestafaccia, ucciso al posto del gemello. A individuare la vera identità di quello che doveva essere il morto ci pensa Lafortezza. In un’indagine tra scambi di persona, depistaggi e smascheramenti, Il prestafaccia riflette sulla distanza tra ciò che siamo e ciò che mostriamo agli altri. Età di lettura: da 13 anni.


Recensione

Il prestafaccia è un giallo per ragazzi che riesce a mescolare con equilibrio mistero, indagine e riflessione sull'identità. Scritto da Ferdinando Albertazzi e Sebastiano Ruiz Mignone, il romanzo si inserisce nella narrativa young adult con una trama avvincente che non si limita a proporre un semplice caso poliziesco, ma invita il lettore a interrogarsi sul significato di ciò che mostriamo agli altri e di ciò che, invece, scegliamo di nascondere.


La vicenda prende avvio durante una vacanza in Abruzzo, quando Alberto e Maria si imbattono nel cadavere di un uomo all'interno di un bosco. Quello che inizialmente sembra un omicidio apparentemente isolato si rivela ben presto molto più complesso. Entra così in scena il commissario Lafortezza, protagonista indiscusso dell'indagine, un personaggio dal carattere burbero e diretto, ma dotato di un intuito fuori dal comune. È proprio la sua capacità di osservare i dettagli e di andare oltre le apparenze a rendere il romanzo particolarmente coinvolgente.


Gli autori costruiscono un intreccio narrativo ricco di colpi di scena, nel quale il lettore viene accompagnato attraverso depistaggi, scambi di persona e collegamenti con un giro di narcotraffico che ha come insolita base operativa una libreria. Un elemento che colpisce immediatamente è proprio l'originalità di alcune scelte narrative: l'accostamento tra il mondo dei libri e quello della criminalità contribuisce a creare un'atmosfera intrigante, capace di mantenere alta la curiosità fino alle ultime pagine.


Il titolo del romanzo assume un significato centrale all'interno della storia. La vittima, infatti, è un "prestafaccia", ovvero qualcuno che muore al posto di un'altra persona, nello specifico del proprio gemello. Questo espediente narrativo permette agli autori di sviluppare uno dei temi più interessanti del libro: il rapporto tra identità e apparenza. Chi siamo realmente? Quanto gli altri conoscono la nostra vera natura? È possibile sostituire una persona con un'altra semplicemente attraverso il suo volto?


Pur trattandosi di un romanzo destinato ai giovani lettori, Il prestafaccia affronta questioni tutt'altro che superficiali. La riflessione sulla distanza tra ciò che siamo e l'immagine che proiettiamo nel mondo accompagna l'intera vicenda senza mai risultare pesante o didascalica. Al contrario, emerge in modo naturale attraverso l'evoluzione dell'indagine e le scoperte del commissario Lafortezza.


Dal punto di vista stilistico, il romanzo si caratterizza per una narrazione scorrevole e dinamica. I capitoli mantengono un buon ritmo e alternano momenti di tensione investigativa a passaggi che consentono di approfondire gli aspetti psicologici dei personaggi. La componente mystery è ben dosata e rende il libro particolarmente adatto anche a quei ragazzi che si avvicinano per la prima volta al genere giallo.


Uno degli aspetti più riusciti dell'opera è proprio la figura del commissario Lafortezza. Burbero ma brillante, rappresenta quel tipo di investigatore che conquista il lettore non tanto per atteggiamenti eroici, quanto per la sua capacità di ragionare fuori dagli schemi. È un personaggio credibile e ben costruito, capace di sostenere il peso dell'intera indagine senza oscurare il resto della narrazione.


L'ambientazione abruzzese contribuisce inoltre a conferire al romanzo un fascino particolare. I boschi che custodiscono il mistero iniziale diventano il punto di partenza di una storia che si amplia progressivamente, coinvolgendo traffici illeciti e identità nascoste. Gli autori dimostrano una buona capacità nel dosare le informazioni, evitando di svelare troppo presto gli elementi chiave dell'intreccio.


Questo libro è quindi molto più di un semplice giallo per ragazzi. È un romanzo che utilizza il mistero come strumento per parlare di identità, inganno e verità. La trama è costruita in modo da stimolare continuamente la curiosità del lettore, mentre i temi affrontati aggiungono profondità alla vicenda senza appesantirla.


Consiglio questo romanzo ai lettori dagli undici-tredici anni in su che amano i romanzi gialli e le storie investigative ricche di colpi di scena. È una lettura ideale anche per chi apprezza le vicende costruite attorno agli scambi di identità e ai misteri che si sviluppano poco alla volta. Può essere particolarmente interessante per insegnanti e genitori alla ricerca di una narrativa per ragazzi capace di intrattenere e, al tempo stesso, stimolare una riflessione sul tema dell'identità personale e delle apparenze.



Alcune note su Ferdinando Albertazzi

Ferdianndo Albertazzi è una figura di spicco nella letteratura per ragazzi, con una lunga carriera segnata da versatilità e impegno educativo. Scrive libri per bambini e adolescenti, anche con tinte noir, in cui affronta temi profondi e complessi. Per Chiaredizioni ha composto Il Natale sbagliato, Messaggio speciale, Neve rossa, L’amore per davvero e Manfri e Teto. I supereroi della playstation. Oltre alla scrittura di libri, collabora con Tuttolibri de «La Stampa», curando una rubrica dedicata alle letture giovanili, e conduce inoltre incontri annuali sulla letteratura per l’infanzia presso l’Università Cattolica di Milano.


Alcune note su Sebastiano Ruiz Mignone

Sebastiano Ruiz Mignone è nato nelle Langhe e vive a Torino. È stato professore di Lettere, pittore e sceneggiatore cinematografico. Si è dedicato alla letteratura per l’infanzia, scrivendo oltre novanta libri tradotti in quindici paesi. Tra i libri che hanno riscosso maggior successo figurano Guidone Mangiaterra e gli sporcaccioni (Edizioni Piemme), La piccola grande guerra (Edizioni Lapis) e Pelù il goleador (Einaudi). Grande popolarità ha ottenuto poi la serie Il pirata Pastafrolla (Il battello a vapore). Per Chiaredizioni ha scritto Neve Rossa (2023), con Ferdinando Albertazzi, e La città del grande sonno (2025).


©2020 di Dalla carta allo schermo.

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