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RECENSIONE: Dolce come il sale (Bonnie Blaylock)




Autore: Bonnie Blaylock

Traduttore: Sara Puggioni

Editore: Libreria Pienogiorno, 2026

Pagine: 352

Genere: Narrativa straniera, Narrativa moderna e contemporanea

Prezzo:  € 19.50 (cartaceo), € 12.99 (ebook)

Acquista: Libro, Ebook



Trama

Sardegna, anni ’30: tre generazioni di donne custodiscono un millenario sapere… Per tutto l’inverno Allegra attendeva la prima luna di maggio: il giorno in cui, con la solennità di una cerimonia, si sarebbe immersa insieme alle altre donne dell’acqua per la nuova stagione. Lo facevano dalla notte dei tempi, per raccogliere i fili d’oro di un raro mollusco e creare un tessuto più prezioso della seta, degno dei re: il bisso. Un patto segreto, trasmesso di madre in figlia, le univa tutte. Un giuramento sacro, che rendeva dolce anche il sale. Tre generazioni di donne sono le eredi di un’antica arte, secondo una leggenda portata a Sant’Antioco, nel sud della Sardegna, addirittura dalla regina Berenice. Da allora alcune madri tramandano la loro abilità alle figlie sin dalla più tenera età, fino a quando non sono in grado di pronunciare il voto che le vincola: dedicare la vita alla seta del mare, a quel filo che trattiene il giallo del sole, e accettare che i preziosi ricami che ne derivano non possano essere venduti ma solamente donati. Diventando così dispensatrici di speranza e bellezza che si oppongono al caos del mondo. Nonostante gli avvenimenti drammatici che sconvolgono l’Italia nel corso del Novecento, le tre donne, Allegra, Zaneta e Miriam, faranno di tutto per non venir meno al giuramento e difendere il loro sapere, affrontando il dolore della perdita e affermando ogni volta la libertà di essere sé stesse.


Recensione

Alcuni romanzi hanno il dono di custodire la memoria. Non soltanto quella delle persone, ma anche quella dei luoghi, delle tradizioni e dei gesti antichi che rischiano di perdersi nel tempo. Dolce come il sale di Bonnie Blaylock è uno di questi libri: una storia che intreccia la grande Storia con quella più intima e silenziosa di tre donne straordinarie, unite da un giuramento che attraversa le generazioni.


Ambientato nella Sardegna degli anni Trenta e sviluppandosi lungo gran parte del Novecento, il romanzo ci accompagna alla scoperta di un'arte millenaria tanto preziosa quanto poco conosciuta: quella del bisso marino, la cosiddetta "seta del mare". Dai filamenti dorati prodotti da un raro mollusco nasce infatti un tessuto preziosissimo che, secondo la tradizione narrata nel libro, non può essere venduto ma soltanto donato. Un gesto che racchiude una profonda filosofia di vita: la bellezza non come possesso, ma come dono da condividere.


La prima protagonista che incontriamo è Allegra, che attende con emozione la prima luna di maggio, il momento solenne nel quale le donne dell'acqua si immergono per iniziare una nuova stagione di raccolta del bisso. Fin dalle prime pagine si percepisce come questo non sia soltanto un lavoro o una tradizione, ma quasi un rituale sacro che scandisce il tempo e lega indissolubilmente le donne che ne custodiscono il segreto.


Il giuramento che viene tramandato di madre in figlia rappresenta il cuore pulsante dell'intero romanzo. Allegra, Zaneta e Miriam appartengono a tre generazioni diverse e, attraverso le loro vicende personali, Bonnie Blaylock racconta non soltanto l'evoluzione di una famiglia, ma anche quella di un intero Paese attraversato da guerre, cambiamenti sociali e profonde ferite storiche. Le protagoniste dovranno confrontarsi con il dolore della perdita, con le rinunce imposte dalla vita e con la difficile ricerca della propria libertà senza mai tradire ciò che hanno ricevuto in eredità.


Uno degli aspetti più affascinanti del romanzo è proprio il modo in cui l'autrice riesce a trasformare il bisso in qualcosa di molto più grande di un semplice elemento narrativo. La seta del mare diventa simbolo di resilienza, di appartenenza e di resistenza culturale. È il filo invisibile che unisce le protagoniste, ma anche il legame tra passato e presente, tra ciò che siamo e ciò che scegliamo di tramandare.


La Sardegna non rappresenta soltanto l'ambientazione della storia, ma si trasforma quasi in un personaggio del romanzo. I suoi paesaggi, il rapporto profondo con il mare, le antiche leggende e le tradizioni popolari contribuiscono a creare un'atmosfera intensa e suggestiva che avvolge il lettore pagina dopo pagina. La leggenda secondo cui quest'arte sarebbe giunta a Sant'Antioco addirittura grazie alla regina Berenice dona al racconto un ulteriore fascino senza mai appesantirne la narrazione.


Bonnie Blaylock sceglie una scrittura delicata ma evocativa, capace di alternare momenti di grande intensità emotiva ad altri più contemplativi. Non aspettatevi un romanzo dal ritmo serrato o ricco di continui colpi di scena: Dolce come il sale è soprattutto un libro che invita a rallentare, ad assaporare le parole e ad immergersi completamente nella vita delle sue protagoniste. La forza della narrazione risiede proprio nella capacità di soffermarsi sui sentimenti, sui legami familiari e sul significato profondo della memoria.


Particolarmente interessante è la riflessione che attraversa l'intera opera sul concetto di dono. In un mondo in cui tutto sembra avere un prezzo, il bisso rappresenta ciò che non può essere commercializzato perché appartiene alla sfera del sacro e della condivisione. È forse questo uno dei messaggi più belli del romanzo: esistono valori che non possono essere misurati economicamente e che trovano il loro significato soltanto quando vengono tramandati agli altri.


Dolce come il sale è anche un omaggio alla forza delle donne. Allegra, Zaneta e Miriam sono personaggi che affrontano epoche diverse senza mai rinunciare alla propria identità. Ognuna di loro incarna un diverso modo di custodire il passato e di guardare al futuro, dimostrando come la tradizione possa convivere con la libertà individuale senza necessariamente trasformarsi in una prigione.


La lettura lascia addosso una piacevole sensazione di malinconia e meraviglia. È uno di quei romanzi che ricordano quanto siano preziose le storie che ci vengono tramandate e quanto sia importante preservare non soltanto gli oggetti della nostra cultura, ma anche il significato che essi custodiscono.


Consiglio questo romanzo a chi ama le saghe familiari al femminile, i romanzi storici ricchi di atmosfera e le storie che raccontano antiche tradizioni e legami indissolubili tra passato e presente. È una lettura perfetta per chi ha apprezzato i libri in cui i luoghi diventano protagonisti tanto quanto i personaggi e per chi cerca una narrazione delicata, intensa e profondamente umana.



Alcune note su Bonnie Blaylock

Bonnie Blaylock è nata in Giappone, sull’isola di Honshū, rinomata per le perle e i coralli, e vive nel sud degli Stati Uniti, dove ha conseguito un master in scrittura creativa presso l’Università del Tennessee. Grande viaggiatrice, si è imbattuta nelle “Donne dell’Acqua” della Sardegna meridionale e nella straordinaria storia del bisso trasformandola in un romanzo unico, pubblicato in varie lingue.


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