RECENSIONE: L'ora e l'ombra (Pierre Jourde)

Aggiornamento: 16 gen



Voto: 4.5/5

Autore: Pierre Jourde

Editore: Prehistorica Editore, 2021

Pagine: 237

Genere: Narrativa straniera, Narrativa moderna e contemporanea

Prezzo: € 18.00

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Trama

Saint-Savin... Per quest'uomo che srotola il filo dei propri ricordi, il nome di questa piccola località balneare della costa atlantica sembra concentrare tutti i sapori dell'esistenza. Quello del mistero innanzitutto, con un balletto incessante di coincidenze attorno alla silhouette inquietante di un uomo senza memoria. Quello dell'amicizia, quando, di ritorno sul luogo dell'infanzia, ritrova Julien, al tempo stesso alter ego e rivale. Il sapore dell'amore infine, quello che prova per Sylvie, la ragazzina sognata diventata giovane donna ideale, il cui fascino suscita un intenso bisogno di superamento di sé.


Recensione

Con questo romanzo, l'autore ci offre un'altra sfaccettatura del suo talento. Un libro che i critici qualificano come molto proustiano.

Questo libro è, se non impossibile, molto difficile da riassumere poiché la sua costruzione risulta complessa. Il tutto è tenuto insieme meravigliosamente grazie al talento di Jourde.

Se si vuole descrivere la trama in poche parole, essa è la storia di un uomo che non può dimenticare la sua amata d'infanzia, Sylvie, che incontra ogni anno nel villaggio delle sue vacanze a Saint-Savin. Tenta di riconquistare la giovane donna a ventisei anni, ma non riesce. Tutta la sua vita sarà ossessionata dal ricordo di questa giovane donna che a volte riappare nella sua immaginazione come nella realtà.

Storie incastonate, un luogo d'infanzia perduto che sopravvive nella memoria, un amore infantile a cui si sovrappone un amore di oggi e il passare del tempo; questi sono gli ingredienti di questa storia che tiene incollato il lettore.

In modo particolare in questa trama grottesca è centrale il ruolo del tempo. Tempo dilatato e breve, tempo che divide e unisce, tempo soggettivo e oggettivo. Tutto ciò non può che far pensare a Proust e infatti l'opera è un omaggio al grande scrittore del Novecento.

Il romanzo è caratterizzato da una scrittura raffinata e poetica . Si tratta di un libro che va gustato, che va letto lentamente. Bisogna prendersi del tempo, appunto, per assaporare le le frasi e le parole che descrivono perfettamente i sentimenti e la nostalgia del tempo trascorso. L'autore si prende il lusso di toccare diversi generi. Unisce il road movie alla storia d'amore romantica un po' antiquata, strizza l'occhio al romanzo horror tanto quanto al thriller psicologico, permette anche pause narrative dove c'è l'umorismo, perdendosi talvolta in riflessioni critiche sulla nostra società; l'impressione finale resta quella di un romanzo che non mente caratterizzato da una scrittura autentica.


Alcune note su Pierre Jourde

Pierre Jourde è nato nel 1955 a Créteil, ma da bambino usava passare le vacanze nella casa di famiglia, situata nella remota regione dell'Auvergne, fra le montagne di cui narra Paese perduto. Nel panorama letterario francese è una delle voci più autorevoli, probabilmente la più schietta e coraggiosa in assoluto. Autore del fortunato blog letterario Confitures de culture, Pierre Jourde si è sempre distinto per la sorprendente varietà di ispirazione, che gli ha permesso di spaziare dal romanzo al racconto, per arrivare all’autobiografia, alla poesia, al saggio filosofico e alla critica letteraria.


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