RECENSIONE: La figlia unica (Guadalupe Nettel)



Voto: 4.5/5

Autore: Guadalupe Nettel

Editore: La Nuova Frontiera, 2020

Pagine: 224

Genere: Narrativa straniera, Narrativa moderna e contemporanea

Prezzo: € 16.05 (cartaceo), € 10.99 (ebook)

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Trama

Laura e Alina si sono conosciute a Parigi quando avevano vent'anni. Ora sono tornate in Messico. Laura ha affittato un piccolo appartamento e sta finendo la tesi di dottorato mentre Alina ha incontrato Aurelio ed è rimasta incinta. Tutto sembra andare per il meglio fino a quando un'ecografia rivela che la bambina ha una malformazione e probabilmente non sopravvivrà al parto. Inizia così per Alina e Aurelio un doloroso e inatteso processo di accettazione. Non sanno ancora che quella bambina riserva loro delle sorprese. È Laura a narrarci i dilemmi della coppia, mentre anche lei riflette sulle incomprensibili logiche dell'amore e sulle strategie che inventiamo per superare le delusioni. E infine c'è Doris, vicina di casa di Laura, madre sola di un figlio adorabile ma impossibile da gestire.


Recensione

Laura e Alina, due amiche messicane di lunga data, si sono conosciute in Francia e oggi vivono entrambe in Messico. Da giovani, Laura e Alina avevano idee molto chiare in merito alla maternità, non avrebbero voluto avere figli.

Prima di stabilirsi in Messico, Laura viaggia molto, sia per lavoro che per svago, restando ben ferma riguardo alla maternità; Alina ritorna in Messico da Parigi, conosce Aurelio e se ne innamora, cambiando idea riguardo al diventare genitore. Purtroppo per Alina, gli esami rivelano che la nascitura avrà un gravissimo problema fisico.

La voice narrante di questo bel romanzo è di Laura. La donna racconta con dettaglio e compostezza il suo punto di vista riguardo quattro diverse versioni della maternità: la sua, quella di Alina, quella di Doris (la vicina di casa) e quella di Marlene (la bambinaia assunta da Alina e Aurelio). Conscia di ferire la madre, Laura è decisa a non avere figli. Essa è convinta che la maternità sia un cambiamento troppo intenso per una donna, la quale smetterebbe di vivere in quanto persona e vivrebbe unicamente per il figlio o la figlia. Inoltre si interroga sulla reale volontà delle altre donne che sono diventate madri.

Alina ha una maternità complessa. Laura racconta la difficoltà di concepire e la grande gioia di quando l’amica scopre di essere incinta. Peccato che il destino avverso sia in agguato e che la coppia venga a conoscenza di una malformazione genetica importante che colpisce la bambina. Laura racconta i tormenti, le difficoltà, la rabbia, la delusione e le decisioni difficili che Alina e il suo compagno devono prendere.

Doris è una vedova che vive con un figlio ingestibile. E’ la vicina di casa di Laura, la quale registra le crisi di rabbia di Nicolás. Inizialmente Laura crede che avere un figlio così sia una gran disgrazia per Doris, ma pian piano cambia opinione.

Marlene è una giovane educatrice che si offre di curare Inés. Alina e Aurelio inizialmente sono entusiasti della ragazza. Eppure, dopo qualche tempo, Alina inizia ad essere gelosa della tata e scopre che il suo attaccamento eccessivo ad Inés è dovuto al fatto che la donna non può avere figli.

L'autrice indaga con grande delicatezza i diversi aspetti della maternità e lo fa consegnandoci un romanzo intenso e ricco di riflessioni sull’amore, sull’amicizia e sul rapporto tra genitori e figli; sull’essere madri o non esserlo; sul fatto che quasi sempre i figli non sono come li abbiamo immaginati; sulla disabilità e sulla sua, non sempre facile, accettazione. Un romanzo profondo, delicato, dolce e crudele allo stesso tempo scritto con uno stile scorrevole, semplice e distaccato. Un libro che ha come protagoniste donne forti, ma anche fragili e che tocca numerosi temi legati all’universo femminile.

Alcune note su Guadalupe Nettel

Guadalupe Nettel è nata a Città del Messico nel 1973. Nella sua carriera ha ricevuto diversi riconoscimenti tra i quali il premio franco-messicano Antonin Artaud (2008), il premio tedesco Anna Seghers (2009), il Premio de narrativa breve Ribera del Duero (2013) per la raccolta di racconti Bestiario sentimentale, il Premio Herralde de Novela (2014) e il Premio Cálamo per La figlia unica (2020).


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