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RECENSIONE: La terra d'ombra (Ron Rash)




Autore: Ron Rash

Traduttore: Tommaso Pincio

Editore: La Nuova Frontiera, 2022

Pagine: 256

Genere: Narrativa straniera, Narrativa moderna e contemporanea

Prezzo: € 18.00 (cartaceo), € 11.99 (ebook)

Acquista: Libro, Ebook


 

Trama

Stretta tra i selvaggi Appalachi c’è una valle angusta dove anche la luce ha timore a entrare, una terra d’ombra che gli abitanti del luogo ritengono abitata da creature soprannaturali. Qui, in una fattoria, vivono i fratelli Shelton: Laurel, una giovane donna che tutti credono una strega, e Hank, appena tornato dalle trincee della Francia. L’incontro con uno sconosciuto cambierà per sempre la vita di entrambi, portando un improvviso bagliore e svelando a Laurel il senso di una felicità che non aveva mai vissuto. Sul passato dell’uomo aleggia però un segreto che restituirà inesorabilmente la valle alle sue tenebre. Ron Rash ci regala un romanzo ipnotico e struggente che ci fa immergere nell’abbagliante magnificenza della natura e in una piccola comunità che si nutre di superstizioni e pregiudizi ed è scossa dai lontani echi della guerra.


Recensione

Una valle oscura dove la luce fatica ad entrare e dove domina la solitudine. La conformazione del territorio e il modo di pensare della maggior parte della gente, due elementi che messi insieme possono far danni parecchio grossi, specie se ci troviamo in alcune zone rurali degli Stati Uniti d’America, se gli anni sono quelli degli inizi del Novecento, con il secolo precedente ancora poco distante. Nel romanzo siamo negli Appalachi, un luogo angusto, ma altrettanto affascinante. Nessuno vuole abitarci in quanto leggenda , pettegolezzi e tradizione vogliono questa terra come un posto misterioso e pericoloso ambientato da creature soprannaturali.


Proprio in questa terra d'ombra che vivono Laurel, una giovane donna che tutti credono una strega e suo fratello Hank, appena tornato dalla Francia, reduce di guerra, senza una mano. Queste sono le premesse da cui parte il romanzo.


Gli Appalachi attraversano un territorio molto vasto, che si spinge dall’Alabama al Canada. Territorio selvaggio, misterioso, fatto di gente brusca e di meravigliose storie. La prosa dell'autore è figlia di queste terre, di questa natura si nutre e di queste donne e uomini racconta. L'essere umano e il paesaggio sono estremamente legati in una dipendenza che ha origine lontana. In questo ambiente ogni azione è soprattutto una comunicazione con l'ambiente circostante.


Laurel è considerata una strega, una donna da tenere lontano soltanto perché sulla sua pelle c’è una macchia viola che viene interpretata come simbolo di sventura.

Hank è un bravo ragazzo, benvoluto, è comunque un reduce di guerra, uno che ha combattuto per il paese: certo, è il fratello della strega e con lei vive in quel posto che è soltanto foriero di sventure. I due si vogliono molto bene e, nonostante la diffidenza degli abitanti della città, sono apparentemente sereni. Hank presto si sposerà; inizialmente non lo dice a Laurel per imbarazzo, perché sente che a lei non potrà accadere. Un giorno capita un fatto: Laurel sente una bellissima musica uscire dal bosco, la suona con il flauto un uomo che è ridotto abbastanza male. Ore dopo lo ritroverà quasi moribondo dopo essere stato punto da vespe, perciò col corpo pieno di veleno. L’uomo si chiama Walter, è analfabeta e muto. Laurel lo porta a casa , convince Hank che non c’è nessun pericolo, e si fa aiutare. Walter si riprende e comincia a lavorare con il ragazzo, i due vanno d’accordo. Laurel e Walter si piacciono, si innamorano. Hank vede una prospettiva gioiosa anche per la sorella. La strega, il reduce senza mano, il muto, un trio che si fa forza e nella valle scura viene raggiunto da una luce che per alcuni momenti sembra essere la felicità.


L'autore è abile nel muovere i tre protagonisti nell'ambiente, li lascia parlare con i silenzi, con le cose taciute, con gli sguardi. Costruisce un codice comunicativo sensibile, pieno di sfumature, di cose che non si possono spiegare. Con il proseguire della storia, la dolcezza scende a spaccare in due la durezza del luogo e quella dei cuori.


Questo è un romanzo intenso, denso di metafore e spunti, tra cui risalta la brutalità e la stupidità degli esseri umani. L’ombra non è solo della valle oscurata dalla roccia, ma anche quella del cuore di molti uomini, nelle conseguenze di certe scelte, nel peso della colpa e dei segreti che restano sommersi dall’acqua della valle che è testimone muta.


 

Alcune note su Ron Rash

Ron Rash è nato nel 1953 a Chester, è autore di sette romanzi, Un piede in paradiso (2002), Saints at the River (2004), The World Made Straight (2006), Serena (2008), The Cove (2012), Above the Waterfall (2015) e The Risen (2016), sei raccolte di racconti e quattro libri di poesia. Scrittore di enorme prestigio negli Stati Uniti, dove è considerato un classico della letteratura del sud, le sue opere sono state tradotte in numerose lingue. Nel 2010 ha vinto il Frank O’Connor International Short Story Award mentre nel 2007 è stato finalista del PEN/Faulkner Award. Due volte vincitore del O. Henry Prize attualmente insegna alla Western Carolina University e vive a Clemson, nella Carolina del Sud.


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