RECENSIONE: Per fortuna ci siamo persi. L'arte del viaggio imprevedibile (Maurizio Serafini)

Aggiornamento: 17 ott




Autore: Maurizio Serafini

Editore: Terre di Mezzo, 2021

Pagine: 208

Genere: Narrativa italiana, Viaggi

Prezzo: € 14.00

Acquista: Libro


 

Trama

Che si tratti di partire al seguito di una carovana di saltimbanchi e artisti per attraversare il Sahara, affrontare pirati malesi e isole proibite in preda a reminiscenze salgariane, oppure realizzare un fotoromanzo satirico durante una spedizione in Himalaya, Maurizio è pronto a godersi gli imprevisti. Le storie surreali e verissime di un globetrotter che esce spesso dalla strada segnata, e con un pizzico di azzardo e di poesia ci offre un inno allo spirito libero, e un po’ folle, del viaggiatore.


Recensione

Questo libro, composto da diciassette capitoli, racconta di venti storie surreali e verissime di un giramondo che esce spesso dalla strada segnata, alla ricerca di un rapporto primario con la natura e con il proprio istinto in luoghi sconosciuti e lontani dalle rotte turistiche. Il giramondo in questione è l’autore stesso che ha come obiettivo il godersi gli imprevisti.


I tre capitoli più lunghi sono ulteriormente divisi in tre paragrafi e raccontano del proibitivo viaggio del 1991 nella Birmania della guerra civile, dei tre viaggi in Mongolia, Africa e India con gli autobus surreali di Fausto, un anziano fricchettone umbro, e del rapporto simbiotico con tre auto, tre kangoo Renault in giro per il mondo: la bianca, la verde cipro e la grigia. Il lettore trova poi altri racconti brevi ambientati tra le montagne dei Sibillini, tra quelle albanesi, tra quelle himalayane o quelle dell’Atlante. A piedi verso Santiago di Compostela o nel Molise. In tenda nelle isole deserte o nelle foreste pluviali.


Sono racconti tragici, tragicomici e onirici, volutamente sospesi nel tempo, senza il rispetto di una cronologia. Comun denominatore è la spasmodica ricerca di spazi e luoghi sconosciuti anche alle mappe, lontani dalle rotte turistiche e dal déjà vu, verso esperienze uniche e irripetibili che meritano di essere narrate. In ascolto, profondamente in ascolto, di quei segni e di quelle voci che ti chiamano, di quel genius loci che affonda più nel mistero delle cose piuttosto che nella ragionevole attività del cervello strutturato.


Altro elemento portante del libro riguarda il bisogno di allontanarsi da alcuni elementi considerati imprescindibili dalla contemporaneità, come la tecnologia. La via che l’autore propone è quella di tornare ad una tecnologia antica, più empirica e meno legata alle macchine e soprattutto a un rapporto primario con la natura, specie quella più incontaminata. Ecco allora il desiderio di recuperare delle abilità legate all’ascolto, alla percezione e all’adattamento all’ambiente.


Nel libro grande spazio ha il caso, la lettura del momento della realtà, la risposta essenziale, quella vera, senza elucubrazioni, quella giusta. Quante volte si presentano delle occasioni e non le sappiamo cogliere. Poi ci ripensiamo e ci mordiamo i gomiti. Oppure quante volte ci costruiamo un’aspettativa, poi non corrisposta, che ci fa soffrire e perdere di vista l’essenza delle cose. Se invece siamo disposti a tutto, ad essere pronti a saltare alla reazione della contingenza, a saper aspettare, ebbene: è in quel momento, che ci si aprono dinanzi porte e prospettive straordinarie.


Nei vari racconti, inoltre, anche di fronte alle difficoltà più ardue esce sempre un sorriso. C’è un atteggiamento beffardo, grottesco e sarcastico che trapela continuamente. In fondo è una di presa in giro alla morte, di osservazione distaccata della realtà e di sé stessi. Insomma, un tentativo ben riuscito di non prendersi troppo sul serio


Un libro che è inno allo spirito libero e un po’ folle del viaggiatore che riesce a godersi gli imprevisti e le meraviglie della natura.


 

Alcune note su Maurizio Serafini

Maurizio Serafini è guida escursionistica e ambientale, ha esplorato l’Himalaya e le Ande, e soprattutto i suoi amati Appennini.

Cantautore e musicista esperto di strumenti etnici a fiato, porta la musica in cammino e il cammino nella musica.

Nel 2010 ha scoperto “Il Cammino Francescano della Marca”, di cui ha curato la guida, insieme a Luciano Monceri, pubblicata da Terre di mezzo.

È uscito, sempre per Terre di mezzo Editore, Per fortuna ci siamo persi (2021).


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