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RECENSIONE: La vita giovane (Mattia Insolia)




Autore: Mattia Insolia

Editore: Mondadori, 2026

Pagine: 384

Genere: Narrativa italiana, Narrativa moderna e contemporanea

Prezzo:  € 20.00 (cartaceo), € 12.99 (ebook)

Acquista: Libro, Ebook



Trama

Teo ha ventotto anni e tra sé e la sua adolescenza ha messo molti chilometri e altrettanti silenzi. Milano gli ha concesso l'anonimato, avventure sessuali e soprattutto la possibilità di dimenticare. Quando però due dei suoi migliori amici del liceo, Giorgio e Matilde, si sposano, decide di tornare a casa, nella città di provincia in cui è cresciuto, dopo quasi dieci anni di assenza. Qui ritrova il gruppo di amici dell'epoca: oltre agli sposi - monade a due teste fin dalla terza superiore - ci sono Sofia, il suo amore mancato, Tommaso, l'indomabile, e Marta, la più fragile e misteriosa del gruppo. Dal primo all'ultimo anno di liceo sono stati loro sei: sempre insieme, visceralmente legati, inseparabili. Forse a tenerli uniti erano le ferite da cui ognuno dei sei, così giovane, era già segnato. Ma anche la sete di vita, amore, allegria sfrenata; in qualche modo, di futuro ("il futuro ci era stato promesso, ci avevano detto che sarebbe stato stupendo"). Finché, l'ultimo anno di liceo, un incidente non ha spezzato violentemente la loro amicizia: insieme, hanno fatto qualcosa di irreparabile, e quell'evento ha scavato in ognuno di loro un'insaziabile voglia di fuggire. Che adulti sono diventati? Che fine hanno fatto i loro sogni? Lo scopriamo durante i tre giorni che precedono il matrimonio, perimetro e conto alla rovescia del romanzo, che si muove avanti e indietro nel tempo in modo sapiente e implacabile, fino a condurci al momento in cui tutti i fili si riannodano e le verità di ognuno vengono a galla.


Recensione

Con La vita giovane, Mattia Insolia firma un romanzo che affronta uno dei nodi più dolorosi dell’età adulta: il confronto con ciò che siamo stati e con ciò che non siamo diventati. Non è un libro nostalgico nel senso più semplice del termine, ma un racconto sul peso del passato e sulla fatica di riconoscersi dopo che la giovinezza ha smesso di proteggerci.


Il protagonista, Teo, ha ventotto anni e vive a Milano da quasi un decennio. Se n’è andato dalla sua città di provincia per lasciarsi alle spalle un evento traumatico accaduto durante l’ultimo anno di liceo, un episodio che ha segnato per sempre lui e il suo gruppo di amici. La sua vita adulta è fatta di lavoro, relazioni instabili e una quotidianità che sembra garantire distanza, ma non vera serenità.


Quando riceve l’invito al matrimonio di Giorgio e Matilde, due amici storici del gruppo, Teo è costretto a tornare a Foro, la città dove tutto è cominciato. Quel ritorno riapre crepe mai davvero rimarginate. Attorno al matrimonio, che si svolge nell’arco di pochi giorni, si ricompone il gruppo di sei ragazzi che un tempo si credevano inseparabili: Sofia, l’amore mai davvero superato; Tommaso, inquieto e imprevedibile; Marta, fragile e sfuggente; e i futuri sposi, simbolo di una continuità solo apparente.


Il romanzo alterna il presente, i giorni che precedono le nozze, ai ricordi dell’adolescenza: pomeriggi passati insieme, confidenze, tensioni sotterranee, il senso di invincibilità tipico dei diciassette anni. Ma su tutto incombe il trauma condiviso, il segreto che ha incrinato per sempre quell’equilibrio e che ha spinto ciascuno a fuggire a modo proprio. Il ritorno di Teo non è solo geografico: è un’immersione forzata in ciò che aveva tentato di rimuovere.


La forza del romanzo sta proprio nella sua dimensione emotiva. Insolia racconta una generazione cresciuta con la promessa di un futuro luminoso e poi costretta a fare i conti con la precarietà, con l’ansia di non essere all’altezza delle aspettative, con la difficoltà di restare fedeli a se stessi. La “vita giovane” del titolo non è soltanto un’età anagrafica, ma una condizione mentale: quella fase in cui tutto sembra ancora possibile, prima che le scelte e gli errori prendano forma definitiva.


La scrittura è tesa, a tratti cruda, ma sempre controllata. Non indulge nel sentimentalismo: osserva i personaggi con lucidità, lasciando emergere le loro fragilità senza assolverli del tutto. Teo è un protagonista imperfetto, spesso esitante, incapace di affrontare apertamente ciò che prova; e proprio per questo risulta autentico.


Un romanzo che parla di amicizia, di amore e di colpa, ma soprattutto del momento in cui ci si accorge che crescere significa anche accettare la perdita di alcune versioni di noi stessi. È un libro che si legge con partecipazione e che, una volta chiuso, lascia una domanda sospesa: si può davvero tornare indietro, o il ritorno è solo un modo per imparare a guardare avanti?


Consigliato a chi ama i romanzi generazionali e le storie di amicizia segnate dal tempo, a chi si riconosce nei racconti di ritorni a casa e di conti irrisolti con il passato. È una lettura ideale per chi ha vissuto l’intensità dei legami adolescenziali e si è poi scontrato con la complessità dell’età adulta, ma anche per chi cerca una narrazione emotiva, introspettiva e capace di mettere a fuoco le fragilità di una generazione cresciuta tra promesse e disillusioni.



Alcune note su Mattia Insolia

Mattia Insolia è nato a Catania nel 1995, oggi vive a Milano. Ha scritto racconti per diverse antologie, tra cui “Un piccolo incendio”, incluso nella raccolta Data di nascita curata da Teresa Ciabatti per Solferino. Collabora con “Domani”, “D” e “U” di “Repubblica” e “L’Espresso”, ed è editor per Nutrimenti. Ha scritto due romanzi: Gli affamati, pubblicato nel 2020 da Ponte alle Grazie, e Cieli in fiamme (Mondadori, 2023), vincitore del premio Comisso Under 35. Entrambi sono stati tradotti in Germania.


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