RECENSIONE: Una lezione di rivalsa (Dario Galimberti)
- Dalla carta allo schermo

- 2 giu
- Tempo di lettura: 5 min


Autore: Dario Galimberti
Editore: Indomitus Publishing, 2025
Pagine: 280
Genere: Narrativa italiana, Gialli
Prezzo: € 15.98
Acquista: Libro
Acquista sito editore: https://www.indomitus-publishing.it/product/una-lezione-di-rivalsa-dario-galimberti/
Trama
Sembra essere una giornata tranquilla a Lugano quando, in una lussuosa residenza di via Bossi, viene scoperto un cadavere quasi decapitato con una scure a fianco, una scena che sembra uscita direttamente dalle pagine tormentate di Dostoevskij. Il delegato Ezechiele Beretta, poliziotto che ben conosce Delitto e castigo, si trova di fronte a un caso che rispecchia il dramma di Raskol'nikov, ma questa volta il movente potrebbe essere una distorta giustizia personale. La vittima è un uomo avvolto nel mistero, arrivato da poco nello stabile, tant’è che l’interrogatorio degli inquilini offre poche informazioni e lascia il Beretta e il suo fedele appuntato Tranquillo Bernasconi con una manciata di indizi criptici. Le loro indagini li portano a percorrere la storica e pericolosa strada della Tremola, dove un incidente stradale forse nasconde più di quanto non sembri. Qui, tra le montagne del San Gottardo e il vicino Canton Nidvaldo, scoprono che la vittima aveva un ambizioso progetto da realizzare sul lungolago di Lugano e che potrebbe avergli procurato nemici letali. Ma quando il Beretta e il Bernasconi tentano di scavare nel passato della vittima, si scontrano contro un muro: l'uomo sembra non essere mai esistito. Con un intreccio che si infittisce come la nebbia sopra il lago e che sembra volerli bloccare in un vicolo cieco dopo l’altro, i due poliziotti si troveranno a dover dipanare una matassa di inganni, ambizioni e vendette inaspettati. E ogni passo verso la verità li immergerà sempre più in un passato mai davvero morto, dove la giustizia ha il sapore amaro della rivalsa.
Recensione
Ci sono romanzi gialli che costruiscono il proprio fascino sull’enigma e altri che riescono a lasciare un segno perché dietro il mistero raccontano qualcosa di più profondo. Una lezione di rivalsa appartiene decisamente alla seconda categoria. In questo nuovo capitolo dedicato al delegato Ezechiele Beretta, Dario Galimberti torna a immergere il lettore nelle atmosfere del Canton Ticino di fine Ottocento, ma lo fa con una maturità narrativa che rende la storia una delle più intense dell’intera serie.
Fin dalle prime pagine si percepisce una tensione diversa rispetto ai romanzi precedenti. Il ritrovamento di un uomo brutalmente ucciso all’interno di una casa di Lugano apre un’indagine complessa, fatta di identità sfuggenti, segreti custoditi per anni e verità che sembrano nascondersi dietro ogni testimonianza. Beretta e il suo fidato collaboratore Tranquillo Bernasconi si trovano davanti a un caso che appare subito più intricato del previsto e che li conduce lungo un percorso dove il passato continua a riaffiorare con forza.
Il titolo del romanzo non è casuale. La “rivalsa” diventa il centro emotivo dell’intera vicenda. Non si tratta soltanto di comprendere chi abbia commesso un delitto, ma di capire quali ferite, quali rancori e quali umiliazioni abbiano alimentato il desiderio di riscatto che muove alcuni dei personaggi. È proprio questo aspetto a rendere il romanzo particolarmente coinvolgente: il lettore non è chiamato soltanto a seguire un’indagine, ma a riflettere sulle conseguenze che il dolore e il senso di ingiustizia possono avere sulle persone.
Uno degli elementi più riusciti del libro è la capacità dell’autore di costruire un’atmosfera costante di inquietudine. Le ambientazioni lacustri e montane, che hanno sempre caratterizzato la serie, assumono qui una funzione ancora più importante. Il lago, le strade immerse nella nebbia, i paesi apparentemente tranquilli e le montagne che sembrano custodire segreti antichi contribuiscono a creare una sensazione di sospensione che accompagna il lettore fino all’ultima pagina. Il paesaggio non è mai soltanto uno sfondo, ma diventa parte integrante della narrazione.
Ezechiele Beretta continua a essere uno dei punti di forza della saga. La sua figura si allontana dai classici investigatori infallibili per assumere contorni più umani e credibili. È un uomo che osserva, riflette, dubita e spesso si interroga sulla natura stessa della giustizia. In Una lezione di rivalsa emerge con forza la sua sensibilità culturale e morale, che lo porta a guardare oltre gli indizi materiali e a cercare le motivazioni più profonde dietro le azioni dei personaggi. Questo approccio rende l’indagine non soltanto un esercizio investigativo, ma anche una ricerca della verità umana.
Il confronto con L’angelo del lago è inevitabile. Quel romanzo aveva il merito di introdurre un protagonista affascinante e un contesto storico ricco di suggestioni. Tuttavia, se nel primo libro prevaleva il piacere della scoperta, in Una lezione di rivalsa si avverte una maggiore profondità psicologica. I personaggi risultano più sfaccettati e le loro motivazioni più complesse.
Anche rispetto a Un’ombra sul lago si nota un’evoluzione significativa. In quel romanzo il mistero era costruito soprattutto sull’ambiguità e sulla presenza di segreti nascosti sotto la superficie della quotidianità. Qui quell’elemento viene mantenuto, ma si arricchisce di una riflessione più marcata sul peso delle conseguenze. Le azioni compiute nel passato non restano confinate ai ricordi, ma continuano a produrre effetti devastanti nel presente.
Il collegamento con La ruggine del tempo appare forse il più evidente. Entrambi i romanzi mostrano come il passato non smetta mai davvero di influenzare il presente. Tuttavia, mentre in La ruggine del tempo il trascorrere degli anni sembrava consumare lentamente persone e relazioni, in Una lezione di rivalsa il passato esplode improvvisamente, tornando a chiedere conto di ciò che era stato lasciato irrisolto.
Anche Il dubbio del delegato trova qui una naturale prosecuzione. Se quel libro era fortemente centrato sulle incertezze interiori di Beretta e sui suoi conflitti personali, questo nuovo capitolo riesce a integrare quella stessa introspezione all’interno di una trama investigativa più serrata. Il risultato è un equilibrio convincente tra riflessione e suspense.
Un altro aspetto che merita attenzione è il rapporto tra Beretta e Bernasconi. I due personaggi rappresentano ormai una coppia narrativa consolidata e ben costruita. Le loro differenze caratteriali rendono i dialoghi credibili e spesso permettono di alleggerire la tensione senza spezzare il ritmo della narrazione. È un rapporto che nel corso della serie è cresciuto in modo naturale e che qui raggiunge una delle sue espressioni più efficaci.
Dal punto di vista stilistico, Galimberti conferma una scrittura elegante e misurata. Non cerca effetti spettacolari né colpi di scena artificiosi. Preferisce costruire lentamente la tensione, lasciando che siano i personaggi e le loro storie a guidare il lettore verso la soluzione del mistero. È una scelta che premia chi ama i gialli classici, quelli in cui l’indagine procede attraverso l’osservazione, la deduzione e la comprensione delle dinamiche umane.
Ciò che rimane dopo la lettura non è soltanto il ricordo dell’enigma risolto, ma soprattutto la riflessione sui temi affrontati dal romanzo. La vendetta, il desiderio di riscatto, il peso della memoria e la sottile linea che separa la giustizia dalla rivalsa personale diventano questioni centrali che accompagnano il lettore anche dopo aver chiuso il libro. È proprio questa capacità di andare oltre il semplice meccanismo del giallo a rendere Una lezione di rivalsa una lettura particolarmente riuscita.
Nel complesso, il romanzo rappresenta uno dei punti più maturi della serie dedicata a Ezechiele Beretta. Conserva le caratteristiche che hanno reso apprezzati i libri precedenti — l’ambientazione storica, la cura dei personaggi, la costruzione dell’indagine — ma aggiunge una maggiore profondità emotiva e una riflessione più intensa sulle motivazioni che spingono gli esseri umani ad agire.
Consigliato a chi ama i gialli storici raffinati, a chi cerca investigazioni costruite con attenzione psicologica e a chi ha apprezzato il percorso narrativo iniziato con L’angelo del lago e proseguito con Un’ombra sul lago, La ruggine del tempo e Il dubbio del delegato. È una lettura che soddisfa gli appassionati del genere ma che può conquistare anche chi cerca storie capaci di parlare delle fragilità umane oltre il semplice mistero.
Alcune note su Dario Galimberti
Dario Galimberti è architetto e vive a Lugano in Svizzera. Già responsabile del corso di laurea in Architettura della Scuola Universitaria Professionale della Svizzera Italiana e professore in progettazione architettonica. Ha vinto nel 2019 il Premio letterario “Fai viaggiare la tua storia” e nel 2020 il “Premio laghi”. Il suo sito web è https://galimberti.vitruvio.ch



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