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RECENSIONE: La ragazza alla pari (Sidonie Bonnec)

Aggiornamento: 2 ore fa




Autore: Sidonie Bonnec

Traduttore: Maddalena Togliani

Editore: Neri Pozza, 2026

Pagine: 288

Genere: Narrativa straniera, Thriller

Prezzo:  € 20.00 (cartaceo), € 9.99 (ebook)

Acquista: Libro, Ebook



Trama

Maine, villaggio di Hallowell, una notte d’inverno del 1789. Il fiume Kennebec è quasi completamente ghiacciato, invaso da micidiali lastroni che tagliano come cristallo. Prima di chiudersi nella loro gelida prigione, le acque restituiscono il corpo di Joshua Burgess, con gli abiti che ancora lo avvolgono come petali di un grande tulipano appassito. A esaminare quel cadavere gonfio e martoriato viene convocata Martha Ballard, la levatrice del villaggio, colei che facilita le nascite, che ascolta i corpi dei malati e se ne prende cura. E il corpo di Joshua Burgess parla, e dice che la morte non è arrivata solo per acqua, ma anche per corda: qualcuno potrebbe aver impiccato Burgess, prima di gettarlo nel Kennebec. Anche se poi il dottore, dall’alto della sua competenza, esprime il suo parere contrario e senza appello: è stato un incidente. Burgess, tuttavia, non può essere morto per una banale imprudenza. Oltre a Martha, in tanti pensano che meritasse una punizione, soprattutto dopo l’oltraggiosa violenza ai danni della giovane Rebecca. Martha aveva raccolto per prima quella terribile confidenza e l’aveva trascritta nel suo diario, come sempre fa con i racconti che le vengono affidati: perché non vadano perduti, perché le mura di casa non proteggono le madri, le sorelle, le figlie. Comincia così un’estenuante ricerca della verità per la levatrice Martha Ballard, armata solo delle sue parole contro i pregiudizi di una società che non intende ascoltarle. Con una prosa tesa e delicata, Ariel Lawhon racconta di una donna indomita e della sua instancabile battaglia per la giustizia. Un’eroina misconosciuta, mai finora celebrata, che ebbe l’ardire di levarsi in difesa dei più deboli, cambiando per sempre la storia di un’America che stava ancora muovendo i suoi primi passi.


Recensione

Dietro un grande cancello nero, in un elegante quartiere londinese, sembra nascondersi tutto ciò che una ragazza di diciassette anni potrebbe desiderare: una casa sontuosa, una famiglia benestante e la possibilità di lasciarsi alle spalle una vita fatta di sacrifici. È proprio con questo sogno che Emmylou arriva dall'amata e difficile Bretagna a Hidden Grove, convinta che l'esperienza come ragazza alla pari possa rappresentare l'inizio di un futuro diverso. Ma Sidonie Bonnec ci fa capire fin dalle prime pagine che, dietro la perfezione delle apparenze, qualcosa non torna.


La ragazza alla pari è un thriller psicologico che costruisce la tensione con pazienza, senza affidarsi a colpi di scena continui, ma facendo leva su un senso di inquietudine che cresce pagina dopo pagina. La villa dei White, inizialmente luminosa e accogliente, diventa progressivamente una gabbia. Le preghiere sussurrate dietro porte chiuse, i pianti nella notte, gli incubi sempre più vividi e il mistero che avvolge la malattia del giovane Lewis sono tasselli di un mosaico che il lettore cerca disperatamente di ricomporre insieme alla protagonista.


Uno degli aspetti che ho apprezzato maggiormente è il modo in cui l'autrice riesce a trasformare la normalità in qualcosa di profondamente disturbante. Non servono scene spettacolari per creare paura: basta un silenzio troppo lungo, una risposta evitata, una porta chiusa al momento sbagliato. La tensione nasce proprio da ciò che non viene detto e da quella costante sensazione che Emmylou stia osservando solo una piccola parte della verità.

Emmylou è una protagonista credibile e facile da comprendere. È giovane, desiderosa di indipendenza e determinata a costruirsi una vita migliore. Proprio questa sua fragilità, unita alla voglia di credere di aver finalmente trovato il proprio posto nel mondo, la rende vulnerabile. Il lettore comprende le sue esitazioni, le sue giustificazioni e perfino la sua riluttanza ad ascoltare quell'istinto che continua a suggerirle che qualcosa non va. È una protagonista che cresce nel corso della storia, costretta a mettere in discussione tutto ciò che pensava di aver conquistato.


Anche la famiglia White è costruita con grande attenzione. All'inizio appare come l'incarnazione della perfezione: educazione impeccabile, eleganza, benessere economico e una casa da sogno. Poco alla volta, però, ogni componente mostra piccole crepe che trasformano quella perfezione in qualcosa di inquietante. La gestione della malattia di Lewis, il comportamento dei genitori e il clima che si respira nella villa contribuiscono a rendere la famiglia sempre più enigmatica, senza mai svelare troppo in anticipo.


Lo stile di Sidonie Bonnec è fluido e molto cinematografico. Le descrizioni non rallentano il ritmo, ma servono ad alimentare l'atmosfera opprimente del romanzo. L'autrice preferisce lavorare sulla suspense psicologica piuttosto che sull'azione, e questa scelta rende il coinvolgimento ancora più forte. Il lettore si ritrova a osservare ogni dettaglio con sospetto, cercando indizi anche nei gesti più banali.


Pur rientrando nel filone dei thriller domestici, il romanzo prova anche a riflettere sul rapporto di potere tra chi offre protezione e chi, invece, dipende completamente dagli altri. Emmylou arriva in Inghilterra senza punti di riferimento, lontana dalla famiglia e completamente immersa in una realtà sconosciuta. Questo isolamento diventa uno degli elementi più efficaci della narrazione, perché amplifica il senso di vulnerabilità e rende ogni scelta ancora più difficile.


Il ritmo non è frenetico nella prima parte e potrebbe richiedere un po' di pazienza a chi cerca un thriller immediatamente esplosivo. Tuttavia, è proprio questa costruzione lenta a permettere alla tensione di crescere con naturalezza, fino a un finale che ripaga l'attesa e dà un nuovo significato a molti dettagli disseminati lungo il percorso.


Nel complesso, La ragazza alla pari è un esordio convincente che dimostra come la paura possa nascere soprattutto dalle relazioni umane e dalle maschere che indossiamo ogni giorno. È un romanzo che tiene il lettore costantemente in bilico tra fiducia e sospetto, trasformando una situazione apparentemente ordinaria in un incubo sempre più soffocante.


Lo consiglio agli amanti dei thriller psicologici, delle storie ambientate in spazi chiusi e opprimenti e dei romanzi che costruiscono la suspense attraverso l'atmosfera più che con continui colpi di scena. È una lettura ideale per chi apprezza i segreti di famiglia, i personaggi ambigui e quelle vicende in cui la realtà si rivela molto più oscura di quanto sembri.



Alcune note su Sidonie Bonnec

Sidonie Bonnec è nata nel 1977 a Reims. È giornalista e conduttrice radiofonica e televisiva. La ragazza alla pari, finalista al Prix Le Point du polar européen 2025 e al Prix Maison de la presse 2025, è il suo primo romanzo.


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