RECENSIONE: Victorian Psyco (Virginia Feito)
- Dalla carta allo schermo

- 4 giorni fa
- Tempo di lettura: 4 min


Autore: Virginia Feito
Traduttore: Clara Nubile
Editore: Mercurio Books, 2025
Pagine: 202
Genere: Narrativa straniera, Narrativa moderna e contemporanea
Prezzo: € 17.00 (cartaceo), € 15.99 (ebook)
Acquista sito editore: https://mercuriobooks.com/prodotto/victorian-psycho/
Trama
Tre mesi al Natale del 1858. Winifred Notty, l'istitutrice della famiglia Pounds, trascorre le giornate a misurare il proprio cranio insieme al padrone di casa, a bisbigliare parole dell'orrore nelle orecchie dei bambini, a squarciare gli occhi dai ritratti appesi nei silenziosi corridoi. Un angosciante segreto l'ha condotta fino a Ensor House, un'elegante dimora immersa nella campagna inglese, dove dovrebbe occuparsi dell'istruzione dei due capricciosi rampolli, Andrew e Drusilla.
Quando, a tre giorni dal Natale, i membri dell'alta società di Grim Wolds si radunano presso la dimora della famiglia Pounds per prendere parte ai festeggiamenti, ancora non sanno che la portata principale dei banchetti sarà la loro stessa vita. L'Oscurità che smania dentro Miss Notty ha ormai contagiato Ensor House, trasuda dalle pareti, siede a tavola con gli ospiti, e di ognuno rivela le miserie più grottesche.
Con Victorian Psycho, Virginia Feito tratteggia i chiaroscuri di una Mary Poppins gotica, giustiziera antieroica, vittoriana punk: Winifred Notty conduce i lettori in una follia di crudeltà in cui il sorriso di un'educata istitutrice è solo un presagio di rovina.
Recensione
L'autrice costruisce un romanzo feroce e disturbante che usa l’ambientazione vittoriana non come semplice sfondo, ma come vera e propria struttura morale da smontare. Il risultato è una storia che unisce satira sociale, horror psicologico e un umorismo nerissimo, capace di mettere a disagio e affascinare allo stesso tempo.
La protagonista e voce narrante è Winifred Notty, una giovane governante che arriva a Ensor House per occuparsi dei figli di una famiglia aristocratica. Il suo ruolo è apparentemente marginale, come marginale è la sua posizione sociale: una presenza necessaria ma invisibile, costretta a incarnare l’ideale di disciplina, modestia e decoro richiesto alle donne del suo ceto. Fin dall’inizio, però, il lettore capisce che lo sguardo di Winifred sul mondo è tutt’altro che convenzionale.
La narrazione in prima persona è uno degli elementi più potenti del romanzo. Winifred osserva la casa, i padroni, i bambini e l’intero microcosmo vittoriano con un linguaggio lucidissimo, tagliente, spesso spietato. Ai gesti misurati e alle buone maniere della società che la circonda si contrappongono i suoi pensieri, attraversati da fantasie violente e da un disprezzo profondo per l’ipocrisia morale di chi detiene il potere. È proprio in questo scarto tra ciò che è permesso mostrare e ciò che è pensato che il romanzo trova la sua tensione principale.
Ensor House diventa così un luogo claustrofobico, regolato da gerarchie rigide e da una violenza sotterranea che non ha bisogno di manifestarsi apertamente per essere percepita. La crudeltà, infatti, non appartiene solo alla protagonista: emerge nei rapporti di classe, nell’educazione dei bambini, nel modo in cui i domestici vengono trattati e nel controllo esercitato sui corpi e sulle menti femminili. Winifred non fa che portare all’estremo una logica già presente, rendendola visibile e impossibile da ignorare.
Feito utilizza il grottesco e la satira nera per ribaltare l’immaginario vittoriano tradizionale. La rispettabilità, la religione e il senso del dovere vengono continuamente messi in discussione, spesso con passaggi di un’ironia feroce che strappa un sorriso amaro. Il lettore si trova così in una posizione scomoda: da un lato è respinto dai pensieri della narratrice, dall’altro riconosce la violenza strutturale della società che la circonda.
Uno degli aspetti più interessanti del romanzo è l’ambiguità morale che lo attraversa. Victorian Psycho non chiede empatia né assoluzioni, ma costringe a interrogarsi sulle categorie di normalità e follia, su chi abbia il diritto di definire cosa è accettabile e cosa no. Winifred non è un personaggio pensato per essere “amato”, ma è impossibile liquidarla come un semplice mostro: la sua voce è troppo coerente, troppo consapevole del mondo in cui si muove.
Lo stile di Feito è preciso, affilato, controllato. La violenza non è mai gratuita né spettacolarizzata, ma filtrata attraverso una lingua elegante che amplifica il contrasto tra forma e contenuto. È proprio questa scelta stilistica a rendere il romanzo così inquietante: l’orrore nasce dalla compostezza, dalla calma con cui certe cose vengono pensate e raccontate.
Un romanzo che lascia il segno, non tanto per i suoi eventi quanto per le domande che solleva. È una critica feroce al perbenismo, al potere di classe e alla repressione emotiva, ma anche una riflessione sulla narrazione stessa e su quanto possiamo fidarci di una voce che ci guida così intimamente nella storia.
Un libro scomodo, intelligente e profondamente disturbante, consigliato a chi ama la letteratura gotica contemporanea.
Alcune note su Virginia Feito
Virginia Feito è nata a Madrid, ha studiato Letteratura inglese e Teatro a Londra e si è specializzata alla Miami Ad School. Nel 2021 ha esordito con il bestseller internazionale Mrs Ranch. La moglie dello scrittore (Harper Collins), tradotto in più di dieci Paesi e vincitore dei premi Valencia Negra e El Cortes Inglés. Victorian Psycho, uscito nel 2025 e già tradotto in diverse lingue, sarà presto anche al cinema.



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