RECENSIONE: Eclissi (Ezio Sinigaglia)

Aggiornato il: feb 19



Voto: 4.5/5

Autore: Ezio Sinigaglia

Editore: Nutrimenti, 2016

Pagine: 109

Genere: Narrativa italiana, Narrativa_moderna_contemporanea

Prezzo: € 15.00 (copertina), € 6.99 (ebook)

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Trama

Eugenio Akron, architetto triestino, arriva su una sperduta isola nordica per assistere all'eclissi totale di Sole, attesa per il giorno dell'equinozio di primavera. È quello che considera il suo ultimo viaggio, un regalo di compleanno anticipato per i suoi settant'anni, un'estrema emozione strappata alla quotidianità. Ad accoglierlo è la natura ruvida di un popolo abituato a convivere con la scura solennità delle rocce e la vastità dell'oceano: una donna austera gli affitta una camera, un arcigno pescatore gli offre la sua barca per osservare l'eclissi dal mare. Tuttavia, tra i forestieri accorsi per l'evento, Akron s'imbatte in un'eccentrica vedova americana, Mrs Clara Wilson, che gli impone, con garbata energia, la sua presenza. L'inattesa complicità che si instaura fra i due fa riaffiorare nella memoria dell'uomo un ricordo del passato, un nodo irrisolto che troverà soluzione soltanto fra le tenebre dell'eclissi.


Recensione

In questo breve romanzo ambientato in una sperduta isola norvegese, Sinigaglia utilizza sapientemente due registri: il primo umoristico e ironico; il secondo elegiaco.

Tutto il romanzo di Sinigaglia è teso a smussare i contrasti, a restituire le nuances che separano i poli di una opposizione netta e astratta: ironia e sentimenti, luce e buio, inverno e primavera (e, infatti, una primavera anticipata sboccia sull’isola), giovinezza e vecchiaia. Da qui la potenza dell’immagine dell’eclissi: notte in pieno giorno ma anche passaggio dalla luce al buio e viceversa


"un capovolgimento dell’intuito naturale: una Luna crescente, che cresceva però nella sua parte di tenebra, e una Luna calante, che calava nella sua parte di luce, e che tuttavia non era la Luna ma il Sole".


Finché, in un istante e per un solo istante, la sovrapposizione dei due astri, non produce


"una scintilla abbagliante sulla spalla del Sole, quasi per un attrito violento tra i due dischi celesti […] come se la forza creatrice avesse voluto rivelare al mondo, per un fuggevole attimo, l’uovo dal quale era nato"


momento che inaugura la possibilità di porsi delle domande (alla ricerca di una domanda, e non di una risposta, parte appunto il settuagenario Akron).

Di un altro capovolgimento eccezionale Akron è testimone da ragazzino allorché, in compagnia di Ben, si diverte a


"giocare alla previsione del passato."


Si accorge allora che le probabilità di azzeccare una cinquina nelle estrazioni del lotto riportate dai vecchi quotidiani sono


"identiche a quelle di prevedere una cinquina da estrarre nel futuro, cioè zero."


Soprattutto si accorge di come la


"freccia del tempo, puntata solo e inesorabilmente nella stessa direzione [sia] un’illusone o una delusione umana."


Il capovolgimento dell’intuito naturale e del senso comune, del luogo comune, nella eccezionalità dell’eclissi e nel gioco fantastico ideato dai due ragazzi è a mio avviso un momento importante nella poetica di Sinigaglia. Quel capovolgimento è, infatti, il capovolgimento operato dal racconto. Ogni racconto è, in certa misura, un riepilogo, un bilancio, un commento. Dunque un momento eccezionale in cui l’imprevedibilità del passato e del futuro, non importa se reali o immaginari, può essere avvicinata, riconosciuta, letta e, infine, raccontata.

Eclissi è un buon romanzo figlio di quelle vecchie scuole di scrittura che, pur non rifiutando i tradizionali precetti della ripartizione della narrazione in scene, facevano della descrizione il proprio punto di forza. Attraverso un sorvegliato uso del dialetto (per rievocare gli episodi del passato) e un originale impiego delle lingue italiana e inglese, rese approssimative dagli errori di pronuncia di personaggi non madrelingua, l'autore ci conduce in un'atmosfera di incertezza, la stessa che alberga nel cuore del protagonista, che a volte sembra avere la risposta tanto agognata a portata di mano, ma subito dopo, più o meno coscientemente, se ne allontana. E quando la risposta arriva, al lettore resta la sensazione che tutti gli argomenti, compresi quelli di più stretta attualità, possano assumere tutt'altro spessore se affrontati con un linguaggio libero dai cliché e dalle frasi fatte della comunicazione contemporanea.



Alcune note su Ezio Sinigaglia

Ezio Sinigaglia è nato a Milano nel 1948. Ha svolto diversi mestieri, tutti legati alla scrittura: redattore, traduttore, fotocompositore, copywriter, ghostwriter, autore di guide turistiche e, da ultimo, docente di scrittura all’Università di Milano Bicocca e in altre sedi.

Dopo Il Pantarèi (1985), ha continuato a coltivare in privato la sua voce narrativa, mentre quella saggistica ha occasionalmente trovato la via della pubblicazione, e ha tradotto alcuni libri dal francese.

Dopo trent’anni dal suo esordio, Nutrimenti ha dato alle stampe un suo nuovo romanzo, Eclissi (2016), che a febbraio 2020 è risultato vincitore del concorso Modus Legendi.

Nel 2019 la casa editrice TerraRossa ha ripubblicato Il Pantarèi e nel 2020 ha fatto uscire L’imitazion del vero, candidato al Premio Strega.

Sito: https://www.eziosinigaglia.it.


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