RECENSIONE: Foglie d'America (Thomas C. Wolfe)



Voto: 4.5/5

Autore: Thomas C. Wolfe

Editore: Corrimano, 2018

Pagine: 89

Genere: Narrativa straniera, Racconti

Prezzo: € 10.00

Acquista: Libro



Trama

Racconti scelti.


Recensione

Questo volume è caratterizzato da nove racconti, nove prose diverse, nove situazioni in cui il materiale diventa immateriale. La prosa di Wolfe racconta le grandi contraddizioni americane: dalla xenofobia al razzismo passando per la bellezza delle grandi città. Ecco quindi che i suoi personaggi sono raccontati tra luci e ombre senza paura di mostrare le ipocrisie, le incoerenze. L'autore ci descrive una società basata sul materiale che diventa immateriale e perde ogni tipo di valore.

Ne “L’inverno del nostro scontento”, troviamo un attore in crisi d’identità, tormentato dalle bocche delle mille maschere che ha indossato.

Ci sono poi uomini che temono il loro vuoto e che per colmarlo ne abbracciano uno ancora più grande, come quello che in “Gli uomini vuoti” separa un marciapiede dal dodicesimo piano di un grattacielo e lì, schiantati al suolo, ci si ricorda di tutta quella piccola umanità inghiottita dalla grande metropoli come una foglia che cade a terra in uno schianto che fa girare tutti.

La vita nelle grandi città può essere frenetica e bruciare è il modo per provare a farcela, lottare per la propria vita, per essere se stessi come in “La promessa dell’America” e il desiderio di vivere tutte le dolorose e profonde grandezze della bellezza è la trasfigurazione terrena di un paradiso esclusivo in cui si rifugia una coppia di amanti in “Aprile, tardo aprile”.

In Wolfe c'è però anche un richiamo a qualcosa di semplice e autentico, come in Il sole e la pioggia” in cui i bambini preparano albi di foglie e le osservano, se le rigirano tra le mani per poi incollarle sui fogli bianchi , per osservare e sapere distinguere le foglie che cadono al suolo. L’autore sembra dirci che sono gli occhi del bambino a saper distinguere le cose oltre la nebbia che appanna le lenti degli adulti.

Nel racconto “Le tre in punto” un bambino gioca tutto solo e ha una sensazione addosso, quella di avere intuito il verso in cui gira il mondo, un’altalena di cose belle e cose crudeli. Il bambino è capace di guardare la realtà e accettarla per quello che è.

Lo stile dei nove racconti di questo volume è differente, un carattere più intimista è alternato ad uno più sensoriale.

Un libro consigliato agli amanti dei racconti e della letteratura americana e per chi ha voglia di scoprire un autore talentuoso e poco conosciuto.



Alcune note su Thomas C. Wolfe

Thomas Wolfe (Asheville 1900 - Baltimora 1938) è uno dei narratori americani più significativi del nostro secolo. Ribelle, indisciplinato, scrittore di notevole potenza espressiva, ha sempre inteso la letteratura come viaggio spietato alla ricerca di se stessi. Angelo, guarda il passato (1929) e la Storia di un romanzo (1936) sono i suoi capolavori.


TAG: #narrativa_straniera, #racconti, #thomas_c_wolfe, #voto_quattro_mezzo

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