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RECENSIONE: Il costo del cinismo. Non esiste prosperità senza rispetto per la natura (Sylvie Goulard)




Autore: Silvye Goulard

Editore: EGEA, 2026

Pagine: 132

Genere: Saggi, Ecologia

Prezzo: € 14.90 (cartaceo), € 12.99 (ebook)

Acquista: Libro, Ebook



Trama

L’attività umana ha sconvolto la natura. I ghiacciai si sciolgono, i mari si riscaldano. Ma se la scienza ci apre gli occhi, la politica spesso cerca di chiuderceli: chiama «ideologia» la realtà, spaccia per «pragmatismo» la sua negazione e cerca di conquistare voti vendendo la cinica illusione che produrre con modalità che distruggono la natura possa giovare all’economia. Non è una questione di destra o sinistra, ma di serietà e di responsabilità verso i cittadini. Il tema riguarda non solo la qualità della vita di ciascuno di noi – acqua e agricoltura in primo luogo – ma anche la nostra sicurezza economica: ridurre la dipendenza dagli idrocarburi ci metterebbe al riparo dagli shock sui prezzi di benzina, elettricità e cibo, come la guerra nel Golfo Persico ben insegna. Dopo un’analisi spietata delle sfide a cui la distruzione della biodiversità ci espone, Sylvie Goulard esorta all’azione. Attendere inerti serve solo a far crescere danni e costi. Le soluzioni esistono, a patto di mobilitare l’intera società: alle istituzioni pubbliche spetta fissare regole, incentivi e sanzioni; alle imprese, rivedere i modelli di produzione per renderli più rigenerativi, e innovare; quanto ai cittadini, con i loro acquisti e le loro scelte possono spronare le aziende e con il loro voto influenzare le scelte della politica.


Recensione

Il costo del cinismo è uno di quei saggi brevi ma densi che riescono a mettere in discussione molte delle convinzioni che, spesso senza rendercene conto, abbiamo interiorizzato sul rapporto tra economia, politica e ambiente. Sylvie Goulard affronta un tema estremamente attuale con uno stile diretto e argomentato, invitando il lettore a riflettere su un interrogativo fondamentale: quanto ci sta realmente costando il nostro modo di intendere il progresso?


L'autrice parte da un presupposto tanto semplice quanto scomodo: il cinismo non è soltanto un atteggiamento individuale, ma è diventato una modalità con cui la politica e parte del dibattito pubblico affrontano le grandi questioni del nostro tempo. Per anni ci siamo convinti che fosse possibile perseguire la crescita economica ignorando i limiti imposti dalla natura, rimandando continuamente il momento in cui avremmo dovuto fare i conti con le conseguenze delle nostre scelte. Il risultato, secondo Goulard, è che il prezzo di questo rinvio sta diventando sempre più elevato.


Uno degli aspetti più interessanti del libro è proprio il ribaltamento della prospettiva con cui siamo soliti guardare alle questioni ambientali. L'ambiente non viene presentato come un tema separato dall'economia o come una battaglia ideologica, ma come un elemento imprescindibile della nostra prosperità futura. L'autrice sostiene che non possa esistere una crescita economica duratura se essa si fonda sulla distruzione del capitale naturale e sull'aumento delle nostre dipendenze strategiche.


Le pagine dedicate ai cambiamenti climatici e alla perdita della biodiversità sono particolarmente efficaci perché evitano ogni tono catastrofista fine a sé stesso. Goulard non si limita infatti a denunciare i problemi, ma analizza le conseguenze concrete che questi fenomeni hanno sulla vita quotidiana dei cittadini. Il riscaldamento globale, la gestione delle risorse idriche, l'agricoltura e la sicurezza energetica vengono affrontati come questioni strettamente collegate al benessere economico e sociale delle nostre società.


L'autrice sottolinea inoltre come la dipendenza dagli idrocarburi rappresenti non soltanto un problema ambientale, ma anche una vulnerabilità economica e geopolitica. Le crisi internazionali degli ultimi anni hanno dimostrato quanto l'aumento dei prezzi dell'energia e delle materie prime possa avere ripercussioni immediate sulle famiglie e sulle imprese. In questo senso, la transizione ecologica viene presentata non come un costo da sostenere, bensì come un investimento necessario per garantire maggiore stabilità economica e autonomia strategica.


Un tema centrale del saggio riguarda il linguaggio utilizzato nel dibattito pubblico. Goulard evidenzia come troppo spesso la realtà scientifica venga liquidata come "ideologica", mentre posizioni che negano o minimizzano le problematiche ambientali vengono impropriamente definite "pragmatiche". Il cinismo del titolo consiste anche in questo: promettere soluzioni semplici e immediate che ignorano deliberatamente le conseguenze di lungo periodo delle decisioni politiche ed economiche.


Il libro assume così una dimensione fortemente civile. La responsabilità della transizione non viene attribuita esclusivamente ai governi o alle grandi aziende. Sylvie Goulard propone infatti una visione condivisa del cambiamento, nella quale ciascun attore sociale ha un ruolo ben preciso. Le istituzioni devono elaborare politiche efficaci e lungimiranti, le imprese sono chiamate a innovare realmente i propri modelli produttivi evitando operazioni di facciata, mentre i cittadini possono influenzare il sistema attraverso le proprie scelte di consumo e la partecipazione democratica.


Ho particolarmente apprezzato l'equilibrio con cui l'autrice affronta argomenti che spesso finiscono per polarizzare il dibattito pubblico. Non si tratta di un pamphlet ideologico né di un testo esclusivamente tecnico. Il costo del cinismo riesce invece a mantenere un approccio pragmatico, offrendo numerosi spunti di riflessione sul legame che unisce economia, ambiente e democrazia.


La scrittura è scorrevole e accessibile anche ai lettori meno esperti di questioni economiche o geopolitiche. Le poco più di cento pagine del volume si leggono rapidamente, ma lasciano molte domande aperte e invitano a interrogarsi sul modello di sviluppo che desideriamo costruire nei prossimi decenni.


Più che fornire risposte definitive, la scrittrice stimola una riflessione collettiva sulla necessità di superare la logica del breve termine che caratterizza molte delle scelte politiche ed economiche contemporanee. Il vero costo del cinismo, sembra suggerire l'autrice, non è soltanto ambientale: riguarda la qualità della nostra democrazia, la nostra sicurezza economica e la possibilità di lasciare alle generazioni future un sistema più sostenibile e resiliente.


Consiglio questa lettura a chi ama i saggi di attualità e desidera comprendere meglio il rapporto tra transizione ecologica, economia e politica. È una lettura particolarmente interessante per chi segue il dibattito sui cambiamenti climatici e vuole approfondire il tema da una prospettiva europea e interdisciplinare. È adatto anche a chi cerca un testo breve ma ricco di contenuti e capace di stimolare una riflessione critica sul presente.



Alcune note su Sylvie Goulard

Sylvie Goulard è co-presidente di International Advisory Panel on Biodiversity Credits (IAPB), iniziativa globale indipendente, istituita da Francia e Regno Unito per promuovere la creazione di prodotti finanziari finalizzati a proteggere la natura. Già vice-governatrice della Banca centrale francese (dove ha lavorato sulla finanza verde), ministra della Difesa nel governo francese e parlamentare europea, attualmente è vice-presidente dell’Institute for European Policymaking (IEP) dell’Università Bocconi e professor of practice in SDA Bocconi School of Management. 


©2020 di Dalla carta allo schermo.

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