RECENSIONE: Il sole nelle pozzanghere (Matteo Bussola)
- Dalla carta allo schermo

- 2 ore fa
- Tempo di lettura: 5 min


Autore: Matteo Bussola
Editore: Einaudi, 2026
Pagine: 168
Genere: Narrativa italiana, Narrativa moderna e contemporanea
Prezzo: € 17.50 (cartaceo), € 10.99 (ebook)
Acquista sito editore: https://www.einaudi.it/catalogo-libri/narrativa-italiana/narrativa-italiana-contemporanea/il-sole-nelle-pozzanghere-matteo-bussola-9788806271305/
Trama
Il signor Pi apre sempre alle otto e dieci del mattino, mai alle otto in punto, perché dice che le cose importanti hanno bisogno di qualche minuto di ritardo per farsi desiderare. Il suo negozio sta in una via piccola, laterale, e sull’insegna c’è scritto solo «Rigattiere». Il mestiere del signor Pi è recuperare oggetti usati, rotti o difettosi, per rimetterli in circolo: e sí, per lui è una cosa importante. Perché sa che ciascuno di questi oggetti porta con sé un carico affettivo, la traccia delle famiglie, delle stanze in cui ha vissuto, delle relazioni cui ha partecipato, come dono, scenario, o come semplice testimone: cucine, orologi, cartelle, chitarre, orecchini… Sa che questi oggetti contengono sogni, desideri realizzati oppure no, amori finiti, parenti perduti, una memoria che non si può cancellare. Sa che, in fondo, tutti siamo «la storia abbandonata di qualcun altro». Quando tocca quelle cose, al signor Pi sembra di sentire la storia che racchiudono. Ed ecco che in questo romanzo fiabesco eppure pieno di vita vera – pieno di tutte le nostre vite, che leggendo riconosciamo – si dipana un universo variegato di voci e personaggi, che davanti al suo bancone si incrociano, intrecciandosi. Il negozio diventa cosí un luogo per le seconde occasioni. Non soltanto per gli oggetti, ma anche per coloro che, con i propri rimpianti e ferite, lo frequentano. Compreso il signor Pi.
Recensione
Esistono romanzi che raccontano grandi avvenimenti e altri che scelgono di fermarsi sulle piccole cose, dimostrando come proprio da queste possa nascere una riflessione profonda sull'esistenza. Il sole nelle pozzanghere, il nuovo romanzo di Matteo Bussola, appartiene con decisione a questa seconda categoria. È una storia delicata, intima e profondamente umana, capace di trasformare gli oggetti più comuni in custodi di ricordi, emozioni e frammenti di vita.
Il protagonista è il signor Pi, un anziano rigattiere che gestisce un piccolo negozio nascosto in una via secondaria. Il suo lavoro, almeno in apparenza, consiste nel recuperare oggetti usati, rotti o dimenticati per riportarli a nuova vita. Ma ben presto il lettore comprende che il suo vero mestiere è un altro: ascoltare ciò che quegli oggetti hanno da raccontare. Ogni orologio, ogni chitarra, ogni cartella scolastica, ogni mobile consumato conserva le tracce delle persone che lo hanno posseduto, delle gioie e dei dolori che hanno attraversato una casa, una famiglia, un amore o una perdita. Per il signor Pi nulla è davvero privo di valore, perché tutto porta con sé una memoria.
Attorno al suo negozio si sviluppa un piccolo universo di personaggi che entrano, escono e si intrecciano in modo naturale. Ognuno arriva con una storia diversa, spesso segnata da rimpianti, ferite o occasioni mancate. Il negozio diventa così molto più di un semplice luogo di compravendita: è uno spazio in cui le persone trovano il coraggio di guardarsi dentro, di fare pace con il passato o semplicemente di sentirsi ascoltate. Bussola costruisce questo mosaico narrativo con estrema sensibilità, evitando facili sentimentalismi e lasciando che siano i gesti, gli sguardi e le parole misurate a parlare.
Uno degli aspetti più riusciti del romanzo è proprio il modo in cui gli oggetti assumono una dimensione quasi simbolica. Non sono semplici accessori della narrazione, ma diventano testimoni silenziosi delle vite umane. Attraverso di loro l'autore riflette sulla memoria, sull'identità e sul bisogno di conservare ciò che ci ha resi quello che siamo. L'idea che gli oggetti possano custodire una parte della nostra storia è il filo conduttore dell'intero libro e rappresenta anche il suo messaggio più intenso: ciò che lasciamo dietro di noi non scompare davvero, ma continua a raccontarci.
La scrittura di Matteo Bussola conferma ancora una volta la sua cifra stilistica. Il linguaggio è semplice ma mai banale, elegante senza risultare artificioso. Le pagine scorrono con naturalezza e alternano momenti di malinconia ad altri di autentica tenerezza. Non si tratta di un romanzo ricco di colpi di scena; la sua forza risiede piuttosto nella capacità di soffermarsi sulle emozioni quotidiane e di restituire dignità alle fragilità umane. È una lettura che invita a rallentare, a osservare meglio ciò che ci circonda e a riconoscere il valore delle relazioni.
Il signor Pi è un protagonista che conquista senza bisogno di effetti speciali. Le sue abitudini, il suo modo di guardare il mondo e la sua filosofia di vita emergono poco alla volta, regalando al lettore una figura di rara umanità. Emblematica è la sua convinzione che non tutto debba essere aggiustato: alcune cose vanno semplicemente pulite, curate, riportate alla luce, proprio come accade ai ricordi quando il dolore si attenua. È un'immagine semplice ma estremamente efficace, che sintetizza perfettamente il senso dell'intero romanzo.
Anche il titolo acquista progressivamente un significato simbolico. Il sole che si riflette nelle pozzanghere suggerisce la possibilità di trovare luce e bellezza anche nelle situazioni più difficili o apparentemente insignificanti. È un invito a cambiare prospettiva, a non fermarsi alla superficie delle cose e a riconoscere che persino ciò che sembra rotto o dimenticato può custodire qualcosa di prezioso.
Pur nella sua brevità, il romanzo riesce a lasciare una traccia duratura. Non cerca di offrire grandi risposte, ma pone domande importanti sul valore dei ricordi, sull'importanza dei legami e sul bisogno universale di sentirsi compresi. La narrazione mantiene un tono costantemente equilibrato, evitando eccessi emotivi e affidandosi invece alla forza delle piccole storie quotidiane, quelle in cui è facile riconoscere qualcosa di sé.
Il sole nelle pozzanghere è una lettura che parla di memoria, di seconde possibilità e della straordinaria capacità degli esseri umani di ritrovarsi attraverso ciò che credevano di aver perduto. È un romanzo gentile, capace di emozionare senza mai forzare la mano, e dimostra ancora una volta quanto Matteo Bussola sappia raccontare l'animo umano con sensibilità e autenticità.
Consigliato a chi ama i romanzi intimisti, le storie che mettono al centro i sentimenti, la memoria e le relazioni umane; ai lettori che apprezzano una narrativa delicata ma ricca di significato e a chi cerca una lettura capace di lasciare una riflessione anche dopo l'ultima pagina.
Alcune note su Matteo Bussola
Matteo Bussola è nato a Verona nel1971 è scrittore, illustratore e fumettista. Ha disegnato per tutte le principali case editrici italiane ed estere di fumetti. Per Einaudi ha pubblicato Notti in bianco, baci a colazione (2016 e 2018), Sono puri i loro sogni (2017), La vita fino a te (2018 e 2019), L'invenzione di noi due (2020 e 2022), Il tempo di tornare a casa (2021 e 2023), Il rosmarino non capisce l'inverno (2022 e 2026), Un buon posto in cui fermarsi (2023 e 2025), La neve in fondo al mare (2024), La luce degli incendi a dicembre (2025) e Il sole nelle pozzanghere (2026). É anche autore, con Emilio Pilliu, dei tre Manga Stile Libero Zeroventi. Nadine e Davide (2023), Zeroventi. Giulia e Athos (2024) e Zeroventi. Antonio e Marcel (2025). Per Salani ha pubblicato i libri per ragazzi Viola e il Blu (2021), Mezzamela (2023) e Il talento della rondine (2025). Conduce una trasmissione radiofonica su Radio 24 con Federico Taddia, Non mi capisci, sul mondo dell'adolescenza.



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