RECENSIONE: La torre d’avorio. Un viaggio filosofico (Masato Tanaka, Mayuko Tamai)


Autore: Masato Tanaka, Mayuko Tamai
Traduttore: Marta Visentin
Editore: Blackie, 2026
Pagine: 228
Genere: Filosofia, Manga
Prezzo: € 22.00 (cartaceo), € 11.99 (ebook)
Acquista sito editore: https://blackie-edizioni.it/products/la-torre-davorio-un-viaggio-filosofico?srsltid=AYCX9vKdUXUdaIDpk5SypKTRx1qPNYj-mk46NPHf33CM-hVFHN5F6dC2
Trama
A differenza delle opere precedenti dell’autore (come "La meravigliosa vita dei filosofi"), qui la filosofia non è solo spiegata, ma vissuta: sei personaggi contemporanei — un dipendente frustrato, una studentessa in crisi, un editore in difficoltà — vengono invitati in una misteriosa torre d’avorio, dove incontrano i grandi pensatori della storia: Cartesio, Platone, Spinoza, Kierkegaard, Bentham, Nishida e molti altri. Tra esperimenti mentali, dialoghi taglienti e riflessioni sull’esistenza, ogni capitolo esplora una domanda universale: Come vivere felici? Che valore ha la realtà? Cosa significa scegliere in un mondo dominato dall’IA? Un’opera che democratizza la filosofia, rendendola accessibile senza banalizzarla, e che si rivolge tanto agli appassionati quanto a chi cerca risposte nella vita quotidiana.
Recensione
A volte, per comprendere meglio il mondo che ci circonda, dobbiamo imparare a guardarlo da una prospettiva diversa. Le risposte immediate non sempre bastano, le certezze possono rivelarsi fragili e le domande più importanti sono spesso quelle alle quali non riusciamo a rispondere con facilità. È proprio da questa esigenza di fermarsi e riflettere che prende forma La torre d’avorio, il volume di Masato Tanaka, con i disegni di Mayuko Tamai.
La filosofia viene spesso percepita come una disciplina distante dalla vita quotidiana, un territorio riservato agli studiosi e a chi possiede una preparazione specifica. I nomi dei grandi pensatori, le loro teorie e il linguaggio talvolta complesso dei testi filosofici possono creare una barriera per chi vorrebbe avvicinarsi a questo universo senza sapere da dove cominciare. Questo libro prova a superare proprio tale distanza, scegliendo una formula che unisce divulgazione, narrazione e linguaggio del manga.
La premessa è suggestiva: una torre d’avorio diventa il luogo d'incontro fra persone comuni e alcuni dei grandi pensatori della storia. Chi vi arriva porta con sé dubbi, difficoltà e domande legate alla propria esistenza. Ad accogliere i visitatori ci sono filosofi come Socrate, Platone, Cartesio, Spinoza e Nietzsche, le cui idee vengono messe in relazione con questioni che non appartengono soltanto al passato, ma continuano a riguardarci.
La torre diventa così uno spazio di confronto fra due mondi apparentemente lontani: quello della riflessione filosofica e quello delle preoccupazioni quotidiane. Da una parte ci sono idee elaborate nel corso dei secoli; dall'altra persone che cercano di comprendere meglio la propria condizione, le proprie scelte e il significato delle esperienze che attraversano. Il risultato è un percorso nel quale la filosofia non rimane confinata alla teoria, ma viene messa in relazione con la vita concreta.
È questa, a mio avviso, la caratteristica più interessante del progetto. Non si tratta semplicemente di presentare una successione di filosofi e di riassumere le loro dottrine, ma di mostrare come il pensiero possa diventare uno strumento per affrontare interrogativi che continuano ad accompagnarci. La filosofia non viene proposta come una raccolta di formule da imparare a memoria, bensì come un'occasione per mettere in discussione le proprie convinzioni e cercare nuovi modi di interpretare la realtà.
Le domande che attraversano un percorso simile sono universali. Che cosa significa vivere felicemente? Possiamo fidarci di ciò che percepiamo come reale? Quanto siamo liberi nelle nostre decisioni? Qual è il rapporto fra ciò che desideriamo e ciò che la società si aspetta da noi? E che cosa succede quando le trasformazioni tecnologiche ci costringono a ripensare il nostro modo di vivere e di scegliere?
Sono interrogativi che possono sembrare astratti, ma che toccano esperienze molto concrete. La ricerca della felicità, il bisogno di dare un senso alle proprie giornate, il rapporto con gli altri e la difficoltà di prendere decisioni accompagnano persone di ogni età. Non occorre essere filosofi per porsi queste domande: basta attraversare un momento di incertezza, sentire la necessità di cambiare direzione oppure accorgersi che le risposte alle quali ci affidavamo non sono più sufficienti.
In questo senso, l'incontro con i grandi pensatori assume un significato particolare. Le loro idee possono offrire strumenti per leggere diversamente le situazioni, riconoscere contraddizioni e individuare aspetti che in precedenza erano rimasti in ombra. Il loro contributo non consiste necessariamente nel fornire soluzioni definitive, ma nell'aiutarci a ragionare con maggiore consapevolezza.
È importante, infatti, non confondere la filosofia con un manuale di istruzioni per la vita. Nessun pensatore può eliminare le nostre incertezze con una risposta valida in ogni circostanza, e nessuna teoria può sostituirsi all'esperienza personale. Il valore della riflessione filosofica sta anche nella possibilità di mettere in discussione una domanda, cambiare prospettiva e scoprire che una questione apparentemente semplice nasconde aspetti più complessi.
La torre d’avorio cerca di rendere accessibili concetti che, presentati esclusivamente attraverso un'esposizione teorica, potrebbero risultare ostici per molti lettori. L'impostazione narrativa permette di avvicinare le idee attraverso situazioni e confronti, mentre la presenza dei personaggi crea un collegamento fra il patrimonio filosofico e le inquietudini del presente.
Questa scelta può risultare particolarmente efficace per chi desidera avvicinarsi alla materia senza partire dai testi originali. Il lettore non è obbligato a possedere già una conoscenza approfondita delle diverse correnti filosofiche: può entrare nel percorso attraverso la curiosità, seguire le questioni affrontate e lasciarsi stimolare dal confronto fra prospettive differenti.
Allo stesso tempo, il volume può interessare chi conosce già alcuni dei pensatori presentati. Ritrovare idee filosofiche all'interno di un contesto narrativo consente infatti di osservarle da un'altra angolazione e di interrogarsi sulla loro attualità. Il passato non viene considerato soltanto come un insieme di teorie da studiare, ma come un patrimonio intellettuale che può ancora contribuire alla comprensione del presente.
Un aspetto significativo è proprio il dialogo fra la tradizione filosofica e i problemi della contemporaneità. Viviamo in una società nella quale le informazioni circolano rapidamente, le tecnologie modificano le nostre abitudini e siamo continuamente sollecitati a esprimere opinioni e prendere posizione. In questo contesto, imparare a fermarsi e riflettere diventa quasi un esercizio controcorrente.
La filosofia ci invita a non accettare automaticamente ciò che appare evidente, a distinguere le impressioni dalle argomentazioni e a riconoscere che il nostro punto di vista non coincide necessariamente con la realtà nella sua interezza. Ci ricorda anche che cambiare idea non significa sempre essere incoerenti: può essere il risultato di un ragionamento più attento e della disponibilità a prendere sul serio le obiezioni degli altri.
Uno degli aspetti che colpiscono sfogliando il volume è il modo in cui il disegno accompagna il racconto filosofico. Lo stile di Mayuko Tamai è caratterizzato da un tratto essenziale e morbido, con personaggi dalle forme arrotondate, teste grandi e lineamenti stilizzati. I volti sono semplici, ma le espressioni permettono di seguire le reazioni dei protagonisti e di riconoscere i momenti di sorpresa, dubbio o perplessità che emergono durante i dialoghi.
Questa scelta grafica contribuisce a rendere il libro accessibile anche visivamente. I personaggi non sono rappresentati con un realismo esasperato: il loro aspetto stilizzato li colloca in un universo narrativo che privilegia la chiarezza e l'immediatezza. Il contrasto fra la semplicità delle figure e la complessità dei temi affrontati crea un equilibrio interessante. Si parla di questioni profonde, ma lo si fa attraverso immagini che non intimidiscono il lettore e invitano a proseguire.
Gli ambienti, invece, possono assumere una presenza più ampia e articolata. Nelle pagine dedicate al paesaggio montano, per esempio, le montagne si sviluppano attraverso una successione di profili, creste e linee che restituiscono profondità allo spazio. La piccola figura del protagonista, immersa in uno scenario molto più grande di lei, accentua la sensazione di trovarsi davanti a qualcosa che supera la dimensione individuale. Il paesaggio non è soltanto uno sfondo decorativo: diventa una pausa visiva, capace di rallentare il ritmo della lettura.
Particolarmente riconoscibile è la scelta cromatica. Le tavole mostrate sono dominate dalle tonalità dell'azzurro e del blu, con variazioni che distinguono le figure, gli ambienti e le diverse profondità. Questa prevalenza cromatica conferisce alle pagine un'atmosfera uniforme e quasi sospesa. Il colore accompagna lo sguardo senza sovraccaricare le vignette e crea una continuità visiva fra le scene narrative e i momenti più contemplativi.
Anche la composizione delle tavole merita attenzione. Le vignette non sono tutte uguali: alcune sono strette e verticali, altre più ampie, mentre in determinate sequenze il paesaggio occupa gran parte della pagina. Nei passaggi più dialogati, la successione dei riquadri permette di seguire lo scambio fra i personaggi; nelle scene più aperte, invece, l'immagine acquista spazio e invita a soffermarsi. Questa alternanza evita che la lettura diventi visivamente monotona e dà al racconto un ritmo che non dipende soltanto dalle parole.
Nelle pagine in cui i personaggi discutono di situazioni pratiche e di tecnologia, la disposizione delle vignette rende possibile seguire spiegazioni e reazioni senza interrompere continuamente il filo del discorso. Le immagini lavorano insieme ai dialoghi: non sostituiscono il contenuto filosofico, ma lo collocano all'interno di una scena, offrendo un riferimento visivo a ciò che viene raccontato.
Personalmente, trovo efficace questa combinazione fra un disegno semplice e ambientazioni capaci di aprirsi a scenari più ampi. La leggerezza del tratto rende meno intimidatorio l'ingresso nella materia, mentre il colore e la composizione contribuiscono a dare identità al volume. Le illustrazioni non sono un'aggiunta marginale, ma una parte importante del modo in cui il libro cerca di avvicinare il lettore alla filosofia.
Naturalmente, l'immediatezza grafica non elimina la complessità delle idee. Un disegno può rendere più accessibile una situazione, ma la comprensione di una teoria richiede comunque attenzione. È proprio nella collaborazione fra parole e immagini che questa formula trova il suo interesse: la narrazione visiva accompagna il lettore, mentre il testo gli permette di approfondire le questioni sollevate.
Non credo che il compito della filosofia sia quello di rassicurarci a ogni costo. A volte una buona riflessione produce nuove domande, mette in crisi un'opinione alla quale eravamo affezionati o ci obbliga a riconoscere che una situazione è più complicata di quanto pensassimo. Questo non rappresenta necessariamente un limite: può essere proprio il segno che abbiamo cominciato a guardare un problema con maggiore attenzione.
La torre d'avorio può essere letta anche come una metafora della necessità di prendere le distanze, almeno per un momento, dal rumore quotidiano. Non per isolarsi definitivamente dal mondo, ma per tornare a esso con uno sguardo più lucido. La riflessione diventa utile quando non rimane chiusa in uno spazio astratto, ma ci accompagna nelle decisioni, nei rapporti con gli altri e nel modo in cui interpretiamo ciò che accade.
È questo il messaggio che porto con me dalla proposta di Tanaka: la filosofia non è un lusso intellettuale riservato a pochi, ma una possibilità che può appartenere a chiunque sia disposto a interrogarsi. Non occorre avere già tutte le risposte, né conoscere a memoria i nomi dei grandi pensatori. È sufficiente conservare la curiosità necessaria per chiedersi perché le cose siano come sono e se esista un altro modo di comprenderle.
La torre d’avorio propone quindi un incontro fra pensiero, narrazione e immagini, con l'intento di avvicinare la filosofia alla vita contemporanea. La sua impostazione illustrata lo rende una proposta interessante per chi cerca un approccio meno convenzionale alla divulgazione filosofica, mentre il confronto con i grandi pensatori invita a non considerare le loro idee come un patrimonio distante e ormai concluso.
Non è un libro da intendere come una raccolta di risposte definitive, ma come un invito a iniziare un percorso. Il suo valore sta nella possibilità di risvegliare la curiosità, stimolare la riflessione e ricordarci che pensare non significa soltanto accumulare conoscenze: significa anche imparare a osservare, dubitare e scegliere con maggiore consapevolezza.
Consiglio questo libro a chi desidera avvicinarsi alla filosofia senza affrontare subito testi specialistici, agli studenti, agli appassionati di manga e fumetti divulgativi e a chi ama i libri capaci di mettere in relazione cultura e vita quotidiana. Può essere una lettura interessante anche per chi conosce già alcuni grandi filosofi e vuole riscoprirne le idee attraverso una struttura narrativa e illustrata. È meno indicato per chi cerca un trattato accademico esaustivo o un approfondimento sistematico delle opere originali.
Alcune note su Masato Tanaka
Masato Tanaka è artista e scrittore nato in Giappone nel 1970, ha pubblicato quello che in patria è diventato un vero e proprio caso editoriale, La meravigliosa vita dei filosofi (edito in italia da vallardi), con cui ha realizzato il sogno di trasformare i concetti astratti del pensiero in visioni e immagini universali comprensibili a tutti. La psicologia in infografica è il suo nuovo libro.




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