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RECENSIONE: Blue sky (Yamada Murasaki)

10 minuti fa
Tempo di lettura: 6 min


Autore: Yamada Murasaki

Traduttore: Maria Cristina Gasperini

Editore: Coconino Press, 2026

Pagine: 392

Genere: Manga, Seinen

Prezzo: € 19.90

Acquista: Libro



Trama

Divorziata, con due bambini, responsabile di un locale: la vita di Aiko è una dura lotta quotidiana. Lentamente, l'incontro con il giovane Ichiro riaccende emozioni che sembravano ormai estinte, e apre a nuove sfide, quelle della vita di coppia. Tra maternità, lavoro e desiderio di indipendenza, la storia di una donna in cerca di sé stessa, da una maestra del manga contemporaneo.


Recensione

A volte una storia d’amore non comincia quando due persone si incontrano, ma quando una di loro riesce finalmente a immaginare che la propria vita possa essere diversa da quella che ha conosciuto fino a quel momento. È questa, più che la promessa di una nuova relazione, la sensazione che mi ha lasciato Blue Sky di Yamada Murasaki: il racconto delicato e insieme molto concreto di una donna che, dopo un matrimonio fallito, prova a capire chi è e cosa desidera davvero.


Aiko è una giovane donna divorziata, madre di due bambini e responsabile di un locale. La sua quotidianità è fatta soprattutto di responsabilità: il lavoro da mandare avanti, i figli da accudire, le necessità pratiche che non aspettano e la fatica di ricominciare dopo un matrimonio che le ha lasciato più ferite che ricordi felici. Non c'è, nella sua vita, molto spazio per fermarsi a pensare a se stessa. E proprio questo rende il personaggio così umano: Aiko non viene presentata come un'eroina capace di affrontare tutto con sicurezza, ma come una donna che cerca lentamente un nuovo equilibrio.


Il divorzio, però, non rappresenta semplicemente la fine di un matrimonio. È anche l'inizio di una fase nella quale Aiko deve ridefinire il proprio posto nel mondo. Intorno a lei continuano a pesare aspettative, giudizi e convenzioni sociali. Essere una donna divorziata, una madre e, nello stesso tempo, una persona che desidera ancora qualcosa per sé significa confrontarsi con un ambiente nel quale l'indipendenza femminile non viene sempre accolta senza riserve. Yamada Murasaki racconta questa condizione senza trasformare il fumetto in un manifesto: sono soprattutto le situazioni quotidiane, gli atteggiamenti degli altri e le esitazioni della protagonista a far emergere il peso di quelle convenzioni.


È proprio nella quotidianità del locale che entra in scena Ichiro, un giovane dipendente più piccolo di lei. All'inizio la sua presenza sembra soprattutto quella di una persona che può offrire un aiuto concreto, ma progressivamente tra i due nasce una complicità diversa. Aiko si trova così a fare i conti con emozioni che pensava di aver messo da parte e con la possibilità di vivere nuovamente un rapporto di coppia. Il punto interessante è che la relazione non cancella le difficoltà precedenti e non diventa una soluzione magica ai problemi della protagonista. Piuttosto, diventa uno spazio nel quale Aiko può tornare a percepirsi anche come donna, oltre che come madre e lavoratrice.


Ed è qui che, personalmente, ho trovato il cuore del libro. Blue Sky non mi è sembrato interessato tanto a raccontare la nascita di un nuovo amore quanto a raccontare ciò che significa concedersi nuovamente la possibilità di desiderare. Dopo essere stata definita per lungo tempo attraverso il matrimonio, la maternità e le responsabilità familiari, Aiko prova lentamente a recuperare una dimensione personale che sembrava essere rimasta nascosta sotto tutti gli altri ruoli.


Yamada Murasaki affronta tutto questo con uno sguardo molto lontano dalla retorica. Non ha bisogno di costruire grandi drammi o di caricare ogni momento di significati evidenti. La forza del racconto sta spesso proprio nella sua normalità. Aiko lavora, si occupa dei figli, incontra persone, affronta i commenti e le aspettative degli altri e cerca di capire cosa fare della propria vita. Sono gesti apparentemente semplici, ma dentro questi gesti si muove una domanda molto più grande: quanto è difficile ricominciare quando gli altri hanno già deciso quale dovrebbe essere il nostro posto?


Anche il rapporto con Ichiro acquista così un significato che va oltre la dimensione sentimentale. La sua presenza mette Aiko davanti alla possibilità di uscire, almeno in parte, dall'immagine che gli altri hanno costruito di lei. La differenza d'età, inoltre, rende ancora più interessante il rapporto tra i due, soprattutto perché ribalta alcune aspettative sociali tradizionali. Non è però una relazione raccontata in modo scandalistico o provocatorio: la sua forza sta piuttosto nella naturalezza con cui diventa parte del percorso della protagonista.


Uno degli aspetti che ho apprezzato maggiormente è proprio questa capacità di Yamada Murasaki di parlare di emancipazione senza trasformare Aiko in un simbolo astratto. Prima di essere una "donna divorziata", una "madre" o una "donna indipendente", Aiko è una persona con desideri, paure, esitazioni e contraddizioni. Non sempre sa cosa vuole e non sempre appare forte. Ma forse è proprio questa imperfezione a renderla credibile.


Anche il titolo assume, alla luce della storia, una sfumatura che mi è piaciuta particolarmente. Quel cielo azzurro sembra suggerire una possibilità più che una certezza: non la promessa che tutto andrà bene, ma la sensazione che, dopo un periodo difficile, possa finalmente aprirsi uno spazio nuovo. Il cambiamento di Aiko non è improvviso e non procede in linea retta. È fatto di piccoli passi, di dubbi e di momenti nei quali il passato continua a farsi sentire.


La lettura acquista inoltre un significato particolare considerando la vicenda personale della stessa Yamada Murasaki. L'autrice visse realmente l'esperienza del divorzio e della ridefinizione della propria identità al di fuori dei ruoli tradizionali; il personaggio di Ichiro, inoltre, è stato modellato sul suo secondo marito, più giovane di lei. Questo elemento non è indispensabile per comprendere il fumetto, ma conoscere la biografia dell'autrice permette di cogliere quanto profondamente le questioni affrontate nell'opera fossero legate alla sua sensibilità personale.


Dal punto di vista grafico, Blue Sky appartiene a quel tipo di manga nel quale il disegno non cerca necessariamente di stupire con virtuosismi spettacolari, ma accompagna la narrazione e la dimensione emotiva dei personaggi. È una scelta che trovo particolarmente adatta a una storia così intima: l'attenzione rimane sulle persone, sui loro gesti, sulle relazioni e sulle piccole variazioni dell'umore. Il bianco e nero contribuisce a creare un'atmosfera sobria e raccolta, coerente con il carattere della vicenda.


Quello che rimane, alla fine della lettura, è soprattutto il ritratto di una donna che non vuole semplicemente ricominciare da capo, ma vuole capire se sia possibile ricominciare in un modo diverso. E questa differenza, secondo me, è importante. Aiko non può cancellare il matrimonio, la maternità, le difficoltà economiche, il giudizio sociale o tutto ciò che è accaduto prima. Può però provare a non lasciare che siano soltanto queste esperienze a definire la sua identità.


Blue Sky è quindi un'opera che parla di maternità, lavoro, divorzio e amore, ma soprattutto parla della possibilità di ritrovare una parte di sé quando la vita sembra averci costretto dentro un ruolo troppo stretto. Non è un manga che cerca continuamente l'effetto emotivo e proprio per questo alcune pagine arrivano con maggiore naturalezza. La sua delicatezza non significa però superficialità: sotto una storia apparentemente semplice si nasconde una riflessione sulla libertà personale, sui condizionamenti sociali e sul diritto di una donna a desiderare qualcosa anche dopo aver attraversato una separazione e aver costruito una famiglia.


È una lettura che ho trovato particolarmente interessante proprio perché non propone una risposta semplice. Non dice che l'amore risolve tutto, né che l'indipendenza significhi necessariamente allontanarsi dagli altri. Mostra invece una donna che cerca un equilibrio nuovo, tentando di tenere insieme i propri figli, il lavoro e una parte di sé che forse per troppo tempo aveva messo in secondo piano.


E forse il vero significato di quel cielo azzurro sta proprio qui: non nella promessa di una vita senza nuvole, ma nella possibilità di guardare avanti dopo aver attraversato quelle che ci hanno accompagnato per tanto tempo.


Consiglio questa lettura a chi ama i manga d'autore e le storie intime e introspettive; a chi cerca racconti sulla condizione femminile, sulla maternità, sulle seconde possibilità e sulla ricerca della propria identità; e soprattutto a chi apprezza quelle opere capaci di trasformare la quotidianità in materia narrativa senza bisogno di grandi artifici.



Alcune note su Yamada Murasaki

Yamada Murasaki, il cui vero nome era Shiratori Mitsuko, è stata mangaka, saggista e poetessa. Ha esordito nel fumetto nel 1969, per poi insegnare a lungo nella prestigiosa facoltà di manga della Kyoto Seika University. Tenui bagliori (Einaudi 2024), la sua opera piú nota, è stata pubblicata per la prima volta sulla prestigiosa rivista «Garo» nei primi anni Ottanta, riscuotendo un grande successo.


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