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RECENSIONE: Marie e Bronia. Un patto tra sorelle (Natacha Henry)

2 ore fa
Tempo di lettura: 7 min



Autore: Natacha Henry

Traduttore: Simona Bambrini

Editore: EDT-Giralangolo, 2024

Pagine: 264

Genere: Narrativa straniera, Narrativa per ragazzi

Prezzo: € 15.00 (cartaceo), € 12.99 (ebook)

Acquista: Libro, Ebook



Trama

"Quello che custodite nella vostra testa è una ricchezza che nessuno vi potrà mai portare via. Possono rubarvi tante cose: il portafogli, il cappotto e persino la vostra casa. Ma quello che sapete, quello che avete imparato, è vostro per sempre". Maria e Bronia Skłodowski nascono a Varsavia alla fine dell’Ottocento, in una famiglia che incoraggia le ragazze a studiare, nonostante nella Polonia dominata dall’impero russo alle donne non sia permesso farlo. Quando le sorelle vengono a sapere che nelle università francesi sono ammesse anche le ragazze, si fanno una promessa: andranno a Parigi, e lì proseguiranno i loro studi. Bronia partirà per prima e nel frattempo Maria lavorerà come istitutrice, per mantenere la sorella durante gli studi alla Facoltà di medicina… L'incredibile vita di due sorelle che segneranno la storia: una sarà tra le prime ginecologhe del mondo, l'altra vincerà due Premi Nobel in due discipline diverse. Un romanzo biografico fatto di passione, di altruismo e di grande determinazione.


Recensione

La storia di Marie e Bronia Skłodowski è, prima ancora di essere la storia di una futura Premio Nobel e di una delle prime donne medico in Europa, la storia di un legame. Un legame fatto di affetto, complicità, sacrificio e soprattutto di una promessa che due sorelle si fanno quando comprendono che, per realizzare i propri sogni, dovranno aiutarsi a vicenda.


Natacha Henry parte dalla Varsavia della seconda metà dell’Ottocento, in una Polonia sottoposta al dominio dell’Impero russo, e costruisce attorno alle due sorelle un romanzo biografico che racconta non soltanto il percorso straordinario che le porterà a Parigi, ma anche gli anni della formazione, le difficoltà economiche, gli affetti, le delusioni e le scelte personali che precedono i traguardi per cui entrambe saranno ricordate. Marie e Bronia crescono in una famiglia che attribuisce grande valore allo studio, ma si trovano presto davanti a una contraddizione enorme: sono intelligenti, determinate e desiderose di imparare, eppure in Polonia, proprio perché donne, non possono accedere all’università.

È da qui che nasce il cuore del romanzo.


Le due sorelle desiderano entrambe studiare e costruirsi una vita attraverso la conoscenza. Bronia sogna di diventare medico, Marie vuole dedicarsi alla scienza. Quando scoprono che in Francia le donne possono frequentare l’università, Parigi diventa il luogo in cui concentrare tutte le loro speranze. Ma arrivarci non è semplice. Il loro progetto nasce da un vero e proprio patto: Bronia partirà per prima e studierà medicina, mentre Marie resterà in Polonia e lavorerà come istitutrice per contribuire economicamente agli studi della sorella. In seguito sarà Bronia ad aiutare Marie a raggiungere Parigi e a proseguire il proprio percorso.


È una scelta apparentemente semplice, ma racchiude uno dei messaggi più belli del libro: il successo di una persona può essere anche il risultato della fiducia che qualcun altro ha riposto in lei.


Ed è proprio questo che ho apprezzato maggiormente nel romanzo di Natacha Henry. Marie e Bronia non vengono raccontate come due figure isolate, destinate fin dall’inizio alla grandezza. Prima di diventare i nomi che conosciamo, sono due ragazze che devono fare i conti con un mondo che pone loro dei limiti. Devono trovare il modo di studiare, lavorare, mantenersi, affrontare la lontananza e accettare rinunce che per molti loro coetanei maschi non sarebbero state necessarie.


Il percorso verso la conoscenza diventa quindi anche una forma di emancipazione.


La parte ambientata in Polonia permette inoltre di comprendere quanto il contesto storico condizioni le loro possibilità. L'occupazione russa non rappresenta soltanto lo sfondo geografico della vicenda: pesa concretamente sulla vita quotidiana e sulle possibilità di formazione. Le ragazze cercano quindi strade alternative per continuare a studiare e coltivare quella cultura che la loro famiglia considera una ricchezza. Il sapere assume così un significato che va oltre la semplice istruzione: diventa qualcosa che nessuno può facilmente sottrarre loro.


Quando finalmente Parigi entra nella loro vita, il romanzo cambia atmosfera. Le difficoltà non scompaiono, ma si apre uno spazio nuovo, quello dell'università, della ricerca, dell'indipendenza e delle relazioni. Bronia affronta gli studi di medicina e Marie, dopo gli anni trascorsi lavorando per sostenere la sorella, riesce finalmente a raggiungerla. Alla Sorbona Marie studierà fisica e matematica e il suo percorso si intreccerà poi con quello di Pierre Curie.


Ma uno degli aspetti interessanti è che Henry non trasforma tutto in una semplice celebrazione del genio di Marie Curie.


Marie è naturalmente il personaggio più conosciuto, quello il cui nome è entrato nei libri di storia per le sue ricerche e per i due Premi Nobel conquistati in discipline differenti. Il romanzo, però, restituisce spazio anche a Bronia, una figura che rischia altrimenti di rimanere schiacciata dall'enorme fama della sorella. Bronia diventa medico e ginecologa e dedica parte della propria attività alla salute delle donne. Il suo percorso non è un semplice capitolo secondario della biografia di Marie: è una storia autonoma, con le sue difficoltà e i suoi risultati.


E forse è proprio questo il motivo per cui il titolo parla di Marie e Bronia.


La congiunzione è importante. Il romanzo non racconta semplicemente la giovinezza di Marie Curie aggiungendo una sorella sullo sfondo. Racconta due percorsi che per molto tempo procedono insieme, si sostengono reciprocamente e poi prendono direzioni differenti. La grandezza di una non cancella quella dell'altra.


Mi è piaciuto anche il modo in cui la storia mostra il prezzo necessario per arrivare a certi risultati. Non c'è soltanto l'entusiasmo della scoperta o la soddisfazione di raggiungere un traguardo. Ci sono la solitudine, il lavoro, le difficoltà economiche, la distanza dalla famiglia, le relazioni sentimentali e la necessità di confrontarsi con un ambiente nel quale le donne devono continuamente dimostrare di meritare lo spazio che occupano. La vicenda personale delle due sorelle procede così insieme alla più ampia trasformazione della condizione femminile.


Anche gli amori e i rapporti sentimentali trovano spazio nel romanzo. È una scelta che può sorprendere chi si avvicina al libro aspettandosi soprattutto una biografia scientifica di Marie Curie. Ma Henry sembra voler ricordare proprio questo: prima di essere diventate protagoniste della storia della scienza, Marie e Bronia sono state giovani donne con desideri, sentimenti, dubbi e relazioni. Il romanzo non le trasforma in icone irraggiungibili, ma cerca di restituire loro una dimensione umana.


La componente scientifica, invece, rimane accessibile e non prende il sopravvento sulla narrazione. Chi legge non deve aspettarsi una biografia specialistica né un testo di divulgazione scientifica: l'obiettivo è raccontare la formazione delle due donne e il percorso che le conduce verso i risultati per cui saranno ricordate. È una scelta che rende il libro particolarmente adatto anche a lettori giovani, senza impedirne la lettura a un pubblico adulto.


Personalmente, credo che il valore maggiore di questo libro non sia soltanto nel raccontare la straordinaria vita di Marie Curie. È nel mostrare quanto possa essere determinante avere accanto qualcuno disposto a credere nei nostri progetti anche quando sembrano irrealizzabili.


Il patto tra Marie e Bronia è, in fondo, un patto di fiducia.


Una sorella rinuncia temporaneamente al proprio sogno per permettere all'altra di avvicinarsi al suo. Poi sarà l'altra a restituire quella possibilità. Non c'è competizione tra loro, ma una forma di solidarietà che permette a entrambe di andare più lontano di quanto avrebbero potuto fare da sole. È forse questa la parte della loro storia che mi è rimasta più impressa: l'idea che l'ambizione personale non debba necessariamente essere costruita contro gli altri, ma possa diventare più forte proprio quando incontra qualcuno con cui condividerla.


Natacha Henry trasforma questa vicenda in una narrazione destinata soprattutto a un pubblico giovane. Il risultato è un libro scorrevole, accessibile e capace di avvicinare alla storia senza trasformarla in una lezione scolastica. Il romanzo è stato inoltre accolto in Francia con numerose selezioni e riconoscimenti rivolti alla narrativa per ragazzi, segno della sua particolare capacità di portare questa storia nelle letture dei più giovani

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Naturalmente, proprio perché si tratta di un romanzo biografico, non va letto come una biografia documentaria. Henry lavora narrativamente su una vicenda storica e dà spazio anche alla dimensione privata delle protagoniste. Per chi volesse conoscere nei dettagli la vita scientifica di Marie Curie o approfondire la figura storica di Bronia Dłuska, sarebbe necessario affiancare al romanzo una biografia vera e propria. Ma questo non toglie valore alla scelta narrativa: il libro ha soprattutto il merito di rendere vicine e comprensibili due donne che, viste soltanto attraverso i loro risultati, rischierebbero di apparire lontanissime.


Alla fine della lettura, infatti, quello che resta non è soltanto il ricordo di Marie Curie e dei suoi Premi Nobel. Resta soprattutto l'immagine di due sorelle che, in un'epoca in cui alle donne venivano chiuse molte porte, hanno cercato insieme un modo per aprirle.


Ed è una storia che parla di studio, certo, ma anche di libertà, perseveranza e solidarietà. Una storia che può ricordare soprattutto ai lettori più giovani che un sogno non diventa necessariamente meno importante perché sembra difficile da raggiungere. A volte serve semplicemente trovare il coraggio di iniziare e, soprattutto, qualcuno disposto a camminare al nostro fianco.


Consiglio questo romanzo a chi ama le biografie romanzate e le storie vere, a chi è interessato alla figura di Marie Curie ma vuole scoprire anche la meno conosciuta Bronia, e soprattutto ai lettori giovani che possono trovare nelle due sorelle un esempio concreto di determinazione, studio e sostegno reciproco. Lo consiglio anche agli adulti che cercano una lettura storica agile ma capace di lasciare qualche riflessione sulla libertà e sulle opportunità negate alle donne.



Alcune note su Natacha Henry

Natacha Henry è una saggista, storica e giornalista franco-britannica. Il suo impegno in difesa della libertà d’espressione personale, intellettuale e professionale delle donne l’ha portata a pubblicare numerosi saggi e inchieste. Ha fondato inoltre l’associazione Gender Company, che analizza le disuguaglianze di genere e i pregiudizi della cultura popolare, nei media e nella società. Da questo romanzo, che è stato selezionato per numerosi premi letterari, è stato tratto nel 2018 un acclamato spettacolo teatrale.


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