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RECENSIONE: Un uomo nella notte (Dario Galimberti)




Autore: Dario Galimberti

Editore: Indomitus Publishing, 2026

Pagine: 260

Genere: Narrativa italiana, Gialli

Prezzo:  € 16.99

Acquista: Libro


Trama

Lugano, fine 1943, Seconda Guerra Mondiale. Ogni notte lo stesso rituale: un uomo scende dalla stazione, percorre via Cattedrale e svanisce nell’oscurità di un cortiletto. Marie, prostituta dal cuore ferito che rientra tardi dalla bettola del Pà Cech, lo osserva. La curiosità diventa ossessione. I loro sguardi s’incrociano e, per la prima volta, la ragazza sogna una fiaba d’amore come quella della sua amica Sterlina, compagna del delegato di polizia Ezechiele Beretta. Ma i sogni, in tempo di guerra, possono essere pericolosi: subito dopo aver confidato di voler avvicinare l’uomo nella notte a Sterlina, Marie sparisce nel nulla. Al Parco Ciani, nei pressi della statua La Desolazione del Vela, un uomo viene trovato ammazzato e mezzo spogliato. È solo un ladro di galline, vecchia conoscenza delle forze dell’ordine: un piccolo delinquente apparentemente innocuo. Com’è possibile che sia finito in una situazione del genere? Due enigmi in pochi giorni costringono il delegato Beretta e l’appuntato Bernasconi a fiutare ogni traccia come segugi. Ma, mentre oltreconfine le bombe flagellano l’Europa, nella neutrale Svizzera oscure agenzie governative ordiscono trame letali. Ogni indizio porta i due inquirenti in un labirinto di menzogne e segreti di stato. Tutto s’intreccia. Tutto si spezza. Riuscirà Ezechiele Beretta a rimettere insieme gli ingranaggi di questo meccanismo intricato prima che il tempo si esaurisca e porti a conseguenze molto più tragiche di quanto abbia mai immaginato?


Recensione

Ci sono romanzi che catturano il lettore attraverso l'azione e altri che lo conquistano grazie all'atmosfera. Un uomo nella notte di Dario Galimberti appartiene decisamente alla seconda categoria, pur senza rinunciare alla tensione narrativa e all'efficacia dell'indagine poliziesca. Fin dalle prime pagine si ha la sensazione di entrare in una storia fatta di silenzi, di attese e di dettagli apparentemente insignificanti che finiscono per assumere un peso decisivo.


Siamo a Lugano, alla fine del 1943. La guerra sembra consumarsi oltre i confini della neutrale Svizzera, ma la sua presenza aleggia costantemente sulle vite dei personaggi. È in questo contesto che prende forma il mistero che dà il titolo al romanzo: ogni notte un uomo scende dalla stazione, percorre lo stesso tragitto e scompare nell'oscurità di un cortile. A osservarlo è Marie, una donna fragile e disillusa che, proprio attraverso quella figura sconosciuta, ritrova la capacità di immaginare un futuro diverso.


Galimberti costruisce con grande sensibilità il personaggio di Marie. La sua curiosità verso quell'uomo misterioso non nasce soltanto dall'intrigo, ma da un bisogno profondo di speranza. Per questo la sua improvvisa scomparsa assume immediatamente un valore che va oltre il semplice espediente narrativo: rappresenta la frattura di un sogno in un'epoca in cui i sogni sembrano destinati a essere travolti dalla realtà.


Parallelamente, il ritrovamento del cadavere di un piccolo delinquente nel Parco Ciani apre una seconda linea investigativa che inizialmente appare scollegata dalla prima. È qui che torna in scena il delegato Ezechiele Beretta, ormai protagonista consolidato della serie. Beretta è uno di quei personaggi che crescono libro dopo libro senza mai perdere la propria identità. Non è un investigatore infallibile né un eroe da romanzo d'azione; è piuttosto un uomo che osserva, riflette e cerca di comprendere ciò che si nasconde dietro le apparenze.


Uno degli aspetti che ho maggiormente apprezzato del romanzo è proprio il modo in cui l'autore riesce a intrecciare la dimensione umana con quella storica. L'indagine non procede soltanto attraverso gli indizi, ma attraversa un mondo popolato da agenti segreti, interessi governativi e verità che qualcuno è disposto a proteggere a qualunque costo. Man mano che la trama si sviluppa, diventa evidente come le vicende individuali dei personaggi siano soltanto una parte di un meccanismo molto più grande e complesso.


Chi ha letto L'angelo del lago ritroverà la stessa attenzione per l'atmosfera e per i paesaggi interiori dei personaggi. Tuttavia, se quel romanzo era caratterizzato da una componente emotiva molto forte e da un mistero che nasceva soprattutto dalle relazioni umane, Un uomo nella notte amplia decisamente il proprio orizzonte. Qui il mistero si intreccia con la Storia e assume una dimensione quasi internazionale.


Anche rispetto a Un'ombra sul lago si percepisce una maturazione narrativa. Lì prevaleva il fascino del segreto nascosto sotto la superficie della quotidianità; in questo nuovo romanzo il segreto diventa un vero labirinto, dove ogni risposta genera nuove domande e ogni verità sembra nascondere una menzogna ancora più profonda.


I lettori che hanno apprezzato La ruggine del tempo ritroveranno la stessa capacità di raccontare il peso degli eventi passati sulle vite presenti. In entrambi i casi emerge una riflessione sul tempo e sulle sue conseguenze, ma in Un uomo nella notte il contesto bellico rende tutto più urgente e drammatico.


Il confronto con Il dubbio del delegato è forse quello più naturale. In quel romanzo Beretta si confrontava soprattutto con le proprie incertezze e con la difficoltà di interpretare correttamente la realtà. Qui quei dubbi si amplificano perché non riguardano soltanto le persone, ma anche le istituzioni e gli apparati di potere. Il risultato è un'indagine che mantiene intatto il fascino del giallo classico ma si arricchisce di sfumature da thriller storico.


Infine, se Una lezione di rivalsa era incentrato soprattutto sui percorsi personali dei protagonisti e sulla possibilità di riscattarsi dalle sconfitte della vita, Un uomo nella notte appare più cupo e disilluso. Non mancano momenti di umanità e speranza, ma la sensazione dominante è quella di un mondo in cui ogni scelta può avere conseguenze imprevedibili.


Lo stile di Galimberti continua a distinguersi per chiarezza e fluidità. La scrittura non cerca effetti speciali, ma accompagna il lettore dentro la vicenda con naturalezza, lasciando che siano i personaggi e l'atmosfera a parlare. Proprio questa apparente semplicità costituisce uno dei punti di forza del romanzo: la narrazione procede con sicurezza e riesce a mantenere viva la curiosità fino alle ultime pagine.


Un uomo nella notte è probabilmente uno dei capitoli più ambiziosi della serie dedicata a Ezechiele Beretta. Un romanzo che non si limita a raccontare un'indagine, ma riflette sul desiderio, sulla paura, sul peso dei segreti e sul fragile confine che separa la verità dalla menzogna. È una lettura che coinvolge tanto per il mistero quanto per la sua capacità di evocare un'epoca storica complessa e affascinante.


Libro consigliato a chi ama i gialli storici, i romanzi investigativi ambientati durante la Seconda Guerra Mondiale, i lettori che hanno seguito il percorso narrativo iniziato con L'angelo del lago e Un'ombra sul lago e coloro che hanno apprezzato l'evoluzione del delegato Beretta in La ruggine del tempo, Il dubbio del delegato e Una lezione di rivalsa.



Alcune note su Dario Galimberti

Dario Galimberti è architetto e vive a Lugano in Svizzera. Già responsabile del corso di laurea in Architettura della Scuola Universitaria Professionale della Svizzera Italiana e professore in progettazione architettonica. Ha vinto nel 2019 il Premio letterario “Fai viaggiare la tua storia” e nel 2020 il “Premio laghi”. Il suo sito web è https://galimberti.vitruvio.ch


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